Manilla Road – Recensione: Crystal Logic

“Crystal Logic”, uscito nel 1983, è il terzo album ufficiale degli epic metaller Manilla Road (se non contiamo le registrazioni uscite ultimamente che risalgono a tempi antecendenti questa release e che di fatto sono album mai pubblicati… come “Mark Of The Beast” e le song di “Afer Midnight Live”) ed apre l’epoca d’oro della band di Wichita che si chiuderà con “The Court Of Chaos” del 1990.

In pratica tutto ciò che esce fra il 1983 ed il 1990 (senza nulla togliere ai primi due discreti album più rock e progressive sebbene con diversi influssi già epic) con il monicker Manilla Road può senz’altro essere definito un capolavoro nell’ambito dell’epic metal; quasi tutte le song uscite nei sei album del periodo indicato per la band statunitense rientrano nel novero dei classici del genere e non solo per i fanatici amanti delle sonorità che fanno capo agli altri giganti come Manowar, Cirith Ungol, Warlord, ecc.

La prima caratteristica importante che decreta la svolta avvenuta con “Crystal Logic” per i Manilla Road è il deciso piglio “epic” delle atmosfere di quasi tutte le song, fatta esclusione per “Feeling Free Again”, un’ottima rock song che rimane l’unico (o quasi) appiglio al recente passato.

La seconda caratteristica da sottolineare è il deciso passo in avanti per quanto riguarda la qualità della registrazione che supera nettamente quella dei precedenti “Metal” ed “Invasion”.

Il sound epico e cupo dei nostri viene quindi esaltato al massimo in canzoni monumentali come il trio conclusivo “The Ram” (per questo pezzo solo in parte, considerata l’accelerazione nel finale), “The Veils Of Negative Existence” e “Dreams Of Eschaton” (immortale l’arpeggio di chitarra iniziale). I ritmi rallentati ai limiti di un un doom epico di grande impatto (questo vale soprattutto per “Dreams…”) e le melodie oscure tratteggiate dalla chitarra di Mark Shelton (anche singer) si fondono alla perfezione con la sua riconoscibile voce nasale e profonda.

I due pezzi con quali inizia l’album, ossia “Necropolis” e “Crystal Logic”, sono due delle cavalcate mid-up tempo più importanti degli anni ’80 ed hanno segnato per sempre la storia dell’epic metal. I cori di grande impatto, le melodie accattivanti e l’energia del drumming Rick Fisher rendono queste due song capolavori senza tempo (il bridge a metà “Necropolis”, con il suo drumming marziale e la voce di Mark continua a conquistare nuovi adepti alla causa dei Manilla).

Possiamo poi aggiungere che “The Riddle Master”, con il suo ritmo cadenzato, ben sottolineato dal basso di Scott Park (terzo membro storico dell’epoca più classica del gruppo) chiude un capolavoro che va assolutamente posseduto.

Aggiungiamo che anche i testi di Shelton (fortemente legati all’heroic fantasy ed autori come R. Howard) così come la copertina di “Crystal Logic” (caratterizzata da uno stile approssimativo ma decisamente evocativo che ritroviamo in tante altre band dell’epoca come gli svedesi Heavy Load) divennero un marchio di fabbrica a cui molti altri si ispirarono.

Etichetta: Roaster Records

Anno: 1983

Tracklist:

01. Prologue
02. Necropolis
03. Crystal Logic
04. Feeling Free Again
05. The Riddle Master
06. The Ram
07. The Veils Of Negative Existence
08. Dreams Of Eschaton / Epilogue


Sito Web: http://www.manillaroad.net/

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