Dei Vengeance si potrebbe parlare per ore, una band a molti sconosciuta, per altri di culto totale, arrivata in questo 2012 a celebrare i 30 anni di carriera in nome dell’hard’n'heavy senza fronzoli e senza mezze misure. Nota anche per aver ospitato tra le sue fila il polistrumentista Arjen Lucassen (Ayreon) dal debutto discografico nel 1984 fino al 1989, la band olandese si è mantenuta quasi sempre attiva, sfornando un paio di album anche nei difficili (per il metal classico) anni ’90, fino a risorgere nel 2006 con “Back to the Ring”, primo album di un trittico che si conclude con questo nuovo “Crystal Eye”. Della line up originale ormai rimane solo il fondatore cantante Leon Goewie, affiancato per l’occasione da una all-star band d’eccezione che vede Chris Slade (Ac/Dc) alla batteria, Keri Kelli (Shameless, Pretty Boy Floyd, Alice Cooper) alla chitarra e Chris Glen (MSG) al basso, nonchè Michael Voss (Mad Max) in veste di produttore.
“Crystal Eye” si apre con “Me and You”, lineare hard’n'heavy senza fronzoli che ben descrive da subito quello che l’ascoltatore andrà ad affrontare durante l’ascolto dell’album. Leon non ha mai nascosto il suo amore per Saxon e Accept e pezzi come “Bad to the Bone”, la ruffiana “Shock Me Now”, o il mid-tempo “Desperate Woman” ne sono un esempio lampante, con i loro riffoni semplici ma efficaci. Ascoltando l’album sembra che lancetta del tempo si sia fermata agli anni ’80, con un sound pesantemente ancorato agli anni d’oro dell’heavy, a cui si aggiungono testi che inneggiano al divertimento e allo star bene, senza prendersi mai troppo sul serio (“Barbeque” già dal titolo e dal sound DefLeppardiano ne è un ottimo esempio).
Nella seconda metà dell’album “Crystal Eye” diventa leggermente più variegato, con due ballad di cui la prima “Promise Me” si distingue per un certo flavour a la Bon Jovi, mentre “Missing” convince maggiormente con atmosfere ben più drammatiche e d’impatto. Decisamente spiazzante è invece la titletrack, posta quasi in chiusura, che vede la partecipazione del già citato Lucassen, il quale da al brano una veste decisamente simile a quella delle sue produzioni targate Ayreon. Menzione necessaria per l’outro strumentale, ultima registrazione dello scomparso Jan Sommers, il cui figlio Timo (Delain) presenzia nell’album come guest.
“Crystal Eye” è in conclusione un album compatto e solido, sicuramente gustoso per i fan della band, ma non imprescindibile per gli amanti in generale dell’heavy. Manca infatti qualche pezzo superiore alla media che innalzi il valore dell’album, il quale, pur non avendo pecche evidenti, non va oltre una sufficienza meritata. Sincero e schietto, se vi basta allora i nuovi Vengeance possono anche fare al caso vostro.











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