Cry Of Dawn – Recensione: Cry of Dawn

I Cry Of Dawn sono il nuovo progetto di studio di Göran Edman, talentuoso vocalist che in oltre 30 anni di carriera ha prestato la voce a più di 50 album. Per tutti i suoi fan, il musicista torna alla ribalta con con un nuovo disco omonimo dal titolo “Cry Of Dawn”, in uscita per Frontiers Music Srl.

Fin dalle prime note dell’opener “Change”, ci rendiamo conto che i Cry Of Dawn si muovono nell’ambito di un rock melodico che non si può certo definire innovativo, ma risulta anzi fortemente legato a delle sonorità patinate anni ’80 che potranno far piacere ai nostalgici del genere, ma rappresentano per chi scrive un revival un po’ troppo marcato e difficile da digerire.
Le tastiere che aprono anche la successiva “Listen to Me” ci dimostrano che possiamo prepararci ad un viaggio senza troppi colpi di scena. Certo, i ritornelli di tracce come “Tell It To My Heart” e “Light A Light” non possono che rimanere impressi fino dal primo ascolto, ma questo non basta a scacciare la sensazione di trovarsi di fronte ad una compilation un po’ datata. Un’impressione che si rafforza davanti a ballad che si guadagnano appieno tale nome (nel senso più 80s del termine), quali “Building Towers” o “Hands Around My Heart”.

Sia chiaro, la timbrica di Göran Edman e le sue capacità vocali sono fuori discussione e rappresentano sicuramente la parte più riuscita del disco, così come la presenza preponderante delle tastiere, i ritornelli da imparare a memoria e i cori che li amplificano potrebbero essere un valore aggiunto per i fan di queste sonorità.
Se però non avete alcuna intenzione di tornare a guardare indietro, ma preferite tenere gli occhi ben saldi su un sound più moderno e meno compassato, di certo questo lavoro dei Cry Of Dawn non è il disco giusto per voi.

cry of dawn

Voto recensore
5,5
Etichetta: Frontiers Music Srl

Anno: 2016

Tracklist: Tracklist - 01.Chance 02.Listen To Me 03.When Right Is Wrong 04.Tell It To My Heart 05.Light A Light 06.Can't Go On 07.Building Towers 08-Hands Around My Heart 09.Life After Love 10.Yearn 11.Tell Me

Ilaria Marra

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Braccia rubate alla coltivazione di olivi nel Salento, si è trasferita nella terra delle nebbie pavesi per dedicarsi al project management. Quando non istruisce gli ignari colleghi sulle gioie del metal e dei concerti, ama viaggiare, girare per i pub, leggere roba sui vichinghi e fare lunghe chiacchierate con la sua gatta Shin.

2 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. Giulio B

    Una sontuosa prestazione di Goran al microfono e una serie di brani di altissimo livello (“Can’t go on per dirne uno) non possono meritare un 5,5!
    Se nel 2016 diamo un’insufficienza ad un album simile allora …..mah io non so cosa possa meritare un 6.
    Opinione mia sia chiaro.

    Reply
  2. Giacomo

    Totalmente d’accordo con GIulio… secondo me gran bel disco di AOR. Goran Edman grande cantante e ottime canzoni… insufficienza assolutamente immeritata

    Reply

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