Crown Of Autumn – Recensione: Byzantine Horizons

Attivi ormai dal 1996, i Crown Of Autumn hanno centellinato le proprie uscite nel corso del tempo, a favore di una qualità sempre ben salda sopra la media. Il progetto di Emanuele Rastelli (tutti gli strumenti e screaming vocals) e Mattia Stancioiu (batteria) torna con il terzo studio album “Byzantine Horizons” otto anni dopo “Splendours From The Dark”, avvalendosi ancora della collaborazione di Gianluigi Girardi (voce pulita) e dando il benvenuto alla cantante Milena Saracino, voce femminile.

La particolarità della band rimane infatti l’utilizzo dei tre vocalist, che senza prevaricazioni, interpretano i pezzi ciascuno con il proprio stile, alternandosi o sovrapponendosi. A questo aggiungiamo la consueta mescolanza di elementi death, black e folk che compongono un’essenza musicale atmosferica ed elegante. Un epic metal fuori dagli schemi il loro, ricercato e sobrio, fatto di contemplazione e racconti piuttosto che di combattimenti.

“A Mosaic Within” apre la danze con l’utilizzo della chitarra acustica, che dipinge una melodia evocativa. Presto il brano si ingrossa con l’arrivo delle voci e della chitarra elettrica, viaggiando su ritmi sostenuti. “Dhul-Qarnayn” dà lustro alla voce di Milena con la sua natura atmosferica, in cui entrano violini, tastiere e percussioni medievali. La canzone è interrotta poi da un refrain epico e intenso da cui emerge un assolo di scuola Queen.

La band si mantiene su alti livelli con brani dalle melodie portanti che entrano sottopelle, soluzioni semplici ma efficaci come il ricorso a leggere seduzioni orientali (“Cyclopean”), o lievi intrugli etnici ed elettronici à la Dead Can Dance. Questi vanno ad abbellire notevolmente pezzi influenzati dal metal classico come “Everything Evokes” (qui è indovinato anche l’uso dei cori monastici) e “Lorica” (con alcuni riferimenti al black).

Tocchiamo i lidi del cantautoriale nella magnifica “Lo Sposo Dell’Orizzante”, canzone in odore di Franco Battiato e Angelo Branduardi con un bellissimo testo per la maggior parte in lingua italiana declamato da Milena. Degna di menzione è ancora “Whores For Eleusis”, in cui emerge una forte componente dark.

Un ritorno maiuscolo per una band assolutamente da scoprire e valorizzare.

Voto recensore
7,5
Etichetta: My Kingdom Music

Anno: 2019

Tracklist: • A Mosaic Within 01. Dhul-Qarnayn 02. Scepter And Soil 03. Cyclopean 04. Lo Sposo Dell’Orizzonte 05. Everything Evokes 06. Walls Of Stone, Tapestries Of Light 07. Whores For Eleusis 08. Lorica 09. Roman Diary 10. Our Withering Will
Sito Web: https://www.facebook.com/crownofautumn/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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