Crowbar – Recensione: The Serpent Only Lies

I Crowbar sono tornati e sono più in forma che mai. E lo dimostrano con questo “The Serpent Only Lies“, undicesimo capitolo di una discografia solida e granitica che ha contribuito in maniera forte e decisa a scrivere alcune delle pagine più significative dello Sludge Metal. La scorsa estate il frontman e mastermind della band, Kirk Windstein, aveva dichiarato che il materiale che la band stava realizzando guardava al passato, ai primi dischi, andando a riscoprire quella vena selvaggia, rozza e aggressiva dei Crowbar. L’apertura del disco presenta due brani dalla struttura similare: “Falling While Rising” e “Plasmic And Pure”, con riff rocciosi, break centrale in cui il ritmo rallenta e si apre a soluzioni più sulfuree, e un finale che riprende il ritmo iniziale. Decisamente più diretta la successiva “I Am The Storm”, brano potente dotato di un tiro alla Motorhead, che farà sfracelli in sede live. Sicuramente uno dei momenti più felici e ispirati del disco che elevano il livello medio delle composizioni.

Il tempo rallenta, diventa un fluire magmatico e corrosivo in “Surviving The Abyss“. L’incidere epico e le atmosfere che le vocals di Windstein disegnano creano quasi un aurea demoniaca intorno a questa canzone (e il disco più in generale) davvero fantastica. La title-track è pura adrenalina che scorre nelle vene, col suo attacco all’arma bianca che sfocia in un ritornello rallentato e catchy, di sicura presa, per proseguire imperterrita la sua opera di devastazione. Discorso analogo per la successiva “The Enemy Beside You“, canzone giocata sui cambi di velocità (e approccio) tra strofa e ritornello, che aggiungono freschezza a un album che non registra cadute di attenzione grazie a dieci composizioni di assoluto valore.

Embrace The Light“, quasi una litania, apre la parte conclusiva del disco con una struttura similare a quella delle tracce poste in apertura mentre decisamente sopra la media è la successiva “On Holy Ground” fa il paio con “Surviving The Abyss” per l’epicità espressa. L’intro anthemico ci introduce in una brano dalle tinte oscure, cattivo e marcio fino al midollo. Il picco compositivo si raggiunge con “Song Of The Dunes“, quintessenza dell’anima nera e più introspettiva dei Crowbar. La chiusura è affidata ad “As I Heal“, brano con il quale cala il sipario su questo ottimo lavoro.

Non ci sentiamo di battezzare questo disco come un vero e proprio “ritorno alle origini”, di sicuro possiamo affermare con convinzione che il ritorno dei Crowbar è l’ennesimo ottimo lavoro che conquista per la sua capacità di ammaliare dalla prima all’ultima traccia. Epico, potente, malato, “The Serpent Only Lies” brilla della sua inequivocabile luce nera.

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Voto recensore
7.5
Etichetta: Steamhammer/SPV

Anno: 2016

Tracklist: 01. Falling While Rising 02. Plasmic And Pure 03. I Am The Storm 04. Surviving The Abyss 05. The Serpent Only Lies 06. The Enemy Beside You 07. Embrace The Light 08. On Holy Ground 09. Song Of The Dunes 10. As I Heal
Sito Web: http://www.crowbarnola.com/#new-page

Pasquale Gennarelli

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"L'arte per amore dell'arte". La passione che brucia dentro il suo cuore ad animare la vita di questo fumetallaro. Come un moderno Ulisse è curioso e temerario, si muove tra le varie forme di comunicazione e non sfugge al confronto. Scrive di Metal, di Fumetto, di Arte, Cinema e Videogame. Ah, è inutile che la cerchiate, la Kryptonite non ha alcun effetto su di lui.

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