D.R.I. – Recensione: Crossover

Correva l’anno 1987 quando i D.R.I. davano alla luce l’album che sanciva, se non la nascita, sicuramente la consacrazione di quel particolare, fortunato filone nato dalla commistione di hardcore-punk e thrash, che come spesso capitava quando il metallo pesante era ancora nella sua fase creativa/espansiva, forgiò con il suo stesso titolo una nuova definizione di stile, poi adattata ai nuovi (sotto)generi ibridi.

Gli ex-Suburbanites affondano le loro radici nell’hardcore texano ma crescono musicalmente attingendo a piene mani dal calderone thrash metal della Bay Area e devono il moniker ‘Dirty Rotten Imbeciles’ al padre del cantante Kurt Brecht (e dell’ex-batterista Eric), che così li apostrofava nel lontano 1982 per riferirsi al baccano infernale che facevano quando provavano i loro primi pezzi nel suo garage, pezzi poi raccolti l’anno successivo nel ferale “Dirty Rotten LP”. Dopo il più ragionato “Dealing With It!” (1985), che ancora tanto deve al verbo del punk-hardcore, è la volta del nostro “Crossover”, quaranta minuti scarsi divisi in dodici grintosissime tracce da pogo sfrenato sparate in sequenza a tutta velocità ed alimentate da quell’onesta e sana violenza risanatrice che solo quel tipo di thrashcore sapeva evocare, insomma un tipico esempio di metal ‘di strada’ degli anni ’80. I pezzi sono un po’ più lunghi rispetto al passato e la loro evoluzione più articolata, ma i testi si sviluppano sulla falsariga di quelli che da sempre hanno contraddistinto il gruppo, rimanendo infuocati da un vigoroso, forsennato desiderio di rivalsa sociale (l’opener “The Five Year Plan” inizia con “I lose, you win” e termina con “I win, you lose, I win!”) e zeppi di quei riferimenti antiautoritari degli anni ’80 – primi ’90 che nel metal odierno non sono che un ricordo sbiadito: in certi casi (“No Religion”) si potrebbe pensare ad un paragone con i S.O.D., ma qui il tono è meno canzonatorio e più incazzato. Se riascoltato dai “brutti, sporchi e cattivi” thrashers della prima ora, “Crossover” saprà riportare loro alla mente quel caro, vecchio mondo controcorrente fatto di birra, skate, giacche in jeans smanicate piene di A cerchiate, ma soprattutto scandito dagli ascolti collettivi dell’ultimo vinile comprato al sabato pomeriggio; naturalmente suggeriamo l’ascolto del disco ai giovani fan di Municipal Waste e compagnia. In merito all’evoluzione dello stile musicale dei D.R.I. ricordiamo infine come, nonostante il progressivo cambio di genere rispetto agli esordi e i frequenti rimpasti della line-up, il quartetto abbia sempre goduto delle simpatie del suo bacino d’utenza, costituito per la maggior parte da quella branca di fan dell’hardcore più politicizzato con il pallino dell’heavy metal: abbastanza differente fu la”’svolta” che avvenne tra il primo e secondo disco dei Suicidal Tendencies, più netta e sicuramente meno apprezzata dai loro fan della prima ora.

Non ci resta allora che augurarvi buon divertimento e… mosh!

Etichetta: Metal Blade Records

Anno: 1987

Tracklist:

01.  The Five Year Plan

02.  Tear it Down

03.  A Coffin

04.  Probation

05.  I.D.K.Y.

06.  Decisions

07.  Hooked

08.  Go Die!

09.  Redline

10.  No Religion

11.  Fun and Games

12.  Oblivion


Sito Web: http://dirtyrottenimbeciles.com/

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