Crobot – Recensione: Welcome To Fat City

Ed eccoci qui a parlare di Crobot e del loro atteso secondo album, “Welcome To The Fat City“. Dopo l’ottimo esordio del debut album, “Something Supernatural“, gli hard rocker americani tornano con questo full-lenght che conferma quanto di buono ascoltato in precedenza e ci restituisce una band pronta a sbancare il lunario con la sua musica energica e dal forte impatto. La cosa che maggiormente colpisce del gruppo della Pennsylvania è la capacità di suonare in moto maturo e credibile, di maneggiare composizioni fresche e immediate con un piglio da veterani nonostante la giovane età, nonostante siano solo al secondo disco.

Hard Rock dall’anima Blues che spesso si lascia a un mood Southern che amplia e intensifica la proposta dei Crobot. Trovare delle coordinate stilistiche di un gruppo così è operazione tanto ardua quanto difficile, in quanto in maniera sapiente vengono miscelate reminiscenze Rock anni ’70, dalla pesantezza dei riff alla Black Sabbath, all’atteggiamento Bluesy tipico dei Led Zeppellin. Se non dovesse bastare, aggiungete tanto groove e un pizzico di psichedelia che rende questo “Welcome To Fat City” uno dei dischi più interessanti di questo 2016. Basta ascolta la title track e la successiva “Play It Cool” per rendersi conto che questi accostamenti così altisonanti restituiscono la giusta dimensione di questo gruppo. “Easy Money” e “Temple In The Sky” mettono il mostra il grande talento del cantante Brandon Yeagley e del chitarrista Chris Bishop, e, dotate del giusto appeal, vi resteranno impresse in mente sin dal primo ascolto.

L’atmosfera diventa decisamente più nera e sulfurea con “Hold On For Dear Life” e “Right Between The Eyes“, con la loro impostazione Doom e un suono di chitarra cupo e corposo. Il disco continua alternando momenti più funky come “Blood On The Snow“, southern rock come “Steal The Show“, psichedelici “Hold On For Dear Life“. La chiusura di questo fantastico album è affidata a “Moment Of Truth” e “Plague Of The Mammoth“. Il primo è un delicato blues sognante e lisergico, dal grande impatto emotivo, il secondo ha un incidere pesante e pachidermico, e mette in mostra tutta la potenza e la pesantezza del suono della band.

Poco altro da aggiungere a questo “Welcome To The Fat City“, un disco superbo, caparbio, poliedrico che unisce al suo interno le più disparate influenze del Rock dei seventies e le mescola in maniera originale, credibile e accattivante. I Crobot sono giovani e capaci, se sapranno portare avanti la loro proposta senza svendersi, sapranno regalarci ancora album di elevata qualità.

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Voto recensore
8
Etichetta: Wind-Up Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. Welcome to Fat City 02. Play It Cool 03. Easy Money 04. Not for Sale 05. Hold on for Dear Life 06. Temple in the Sky 07. Right Between the Eyes 08. Blood on the Snow 09. Steal the Show 10. Moment of Truth 11. Plague of the Mammoths
Sito Web: http://crobotband.com/wtfc-splash/

Pasquale Gennarelli

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"L'arte per amore dell'arte". La passione che brucia dentro il suo cuore ad animare la vita di questo fumetallaro. Come un moderno Ulisse è curioso e temerario, si muove tra le varie forme di comunicazione e non sfugge al confronto. Scrive di Metal, di Fumetto, di Arte, Cinema e Videogame. Ah, è inutile che la cerchiate, la Kryptonite non ha alcun effetto su di lui.

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