Crisix – Recensione: From Blue To Black

Non sappiamo ce una band con già due dischi alle spalle e attiva, anche se sotto altro nome, fin dal 2008 sia possibile definire come “emergente”, ma sicuramente i Crisix sono uno di quei gruppi provenienti dal folto undeground thrash metal di questi ultimi anni che piano piano stanno scalando la classifica delle preferenza tra gli amanti del genere.

A riprova di ciò arriva un contratto con una label storica e come la Listenable, che crediamo possa sicuramente garantire a “From Blue To Black” un’adeguata diffusione sia come promozione che come distribuzione. Starebbe quindi alla band ora mettere sul piatto della bilancia una prova di valore tale da giustificare il tanto agognato salto da qualità, ma dopo l’ascolto del disco il primo pensiero è che nei tre anni che separano questo disco da quello precedente poco sia successo.

Di certo non si possono accusare i Crisix di scarsa preparazione, così come la professionalità con cui si sono curati tutti i dettagli, a partire dalla cover, fino al mastering, realizzato in Svezia da Jens Borgen, già noto per il suo lavoro come tantissime altre band (tra cui Amon Amarth, Arch Enemy e Fleshgod Apocalypse), è del tutto inattaccabile. Quello che non ci convince però del tutto è il desiderio, totalmente legittimo dal loro punto di vista, si concentrare ancora in gran parte il songwiritng sui soliti dettami del thrash old school, rivisitato in chiave leggermente più al passo con i tempi, che in fondo la band aveva già ben sviscerato nei primi due dischi e che di questi tempi è possibile sentire da quasi qualsiasi altra band di genere.

Con questo non intendiamo assolutamente sminuire la passione con cui questi musicisti spagnoli si dedicano alla loro musica e song di forte impatto come “Journey Thorugh the Fire” o la più grovvy e ricca di cambi “G.M.M. (The Great Metal Motherfucker)” fanno sicuramente la loro bella figura e piaceranno a tutti i fan più oltranzisti del thrash. Nel complesso della tracklist però ci pare manchi quel pizzico di varietà e personalità che ci attenderemmo di sentire da una band in piena maturità e con le carte in regola per andare un passo avanti. Difficile probabilmente ipotizzare una maggiore presenza di melodia, almeno non con un cantato al vetriolo come quello di Julian Baz, ma a volte rimane la sensazione che ai cambi di ritmo e ai salti del riffing manchi la giusta fluidità (sempre se parliamo di eccellenza ovviamente, ma crediamo che questo si l’obiettivo a cui i nostri puntano).

Brani come “Terror Era” o “Fallen”, ma anche “From Black To Blue” ci fanno intravedere in alcuni passaggi le qualità strumentali (belli spesso sono gli assoli, ad esempio) e le potenzialità di una formazione che però ci pare ancora dover migliorare qualcosa nella stesura delle singole canzoni per arrivare ad essere uno dei gruppi top. Intendiamoci, i Crisix sono indubbiamente una bella band sotto tanti punti di vista, ma ci sentiamo di consigliarli per ora solo ai fans più incalliti del genere.

Crisix

Voto recensore
6,5
Etichetta: Listenable Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. Conspiranoia 02. Journey Through the Fire 03. G.M.M. 04. T-Terror Era 05. Psycho Crisix World 06. From Blue to Black 07. Strange 08. Five as One 09. Fallen

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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