Creeper – Recensione: Sex, Death & The Infinite Void

Sono passati tre anni da “Eternity, In Your Arms”, l’album di debutto dei Creeper, e da allora molte cose sono successe. Nel 2018 Will Gould, frontman della formazione di Southampton, annuncia a sorpresa lo scioglimento del gruppo durante il concerto al Koko di Londra, salvo poi ritrattare durante un secret show con lo pseudonimo di Fugitives Of Heaven. La rinascita diventa tangibile e definitiva lo scorso anno con l’uscita del singolo “Born Cold”, che anticipa il secondo album, intitolato  “Sex, Death & The Infinite Void”, che a causa della pandemia slitta di due mesi.

Con questo nuovo platter il gruppo affronta il tema dei viaggi nel tempo, che possono essere fatti sia con la mente che tramite l’ascolto della musica o con la scoperta di vecchi oggetti del passato trovati per caso in soffitta, e con queste nuove composizioni il gruppo ha cercato di ricreare questa magia. Secondo Will questo album è stato composto con la ferma intenzione di ricostruire da zero il sound e lo stile della band,  in modo da garantire una vera e propria rinascita. Infatti questi cambiamenti sono visibili in queste nuove tracce, che mettono da parte un po’ il loro passato prettamente punk’n’roll per dar vita a composizioni più variegate e dalle sonorità più personali.

Dopo il breve intro “Hallelujah!” si parte in quarta con l’orecchiabile “Be My End” che ricorda i migliori My Chemical Romance con quell’attitudine dark in più che rende il pezzo irresistibile, segue “Born Cold”, singolo già uscito a novembre 2019, trascinante e ruffiano al punto giusto con un ritornello molto ultimi Thirty Seconds To Mars e sicuramente uno dei brani più riusciti e a ragione usato come rampa di lancio per questo album, a cui segue “Cyanide”, una canzone insolita, dall’approccio teatrale e che evidenzia e valorizza una nuova ricercatezza del gruppo.

L’ironia è una delle caratteristiche che avevamo già apprezzato nel debutto dei Creeper ed emerge prepotente anche nel testo di “Annabelle”, un up-beat dal grande appeal commerciale e con un chorus molto accattivante e altamente memorizzabile a cui segue la più controllata e cinematografica “Paradise” dal mood noir. “Poisoned Heart” è il primo brano composto per l’album e in cui Will sperimenta maggiormente la sua voce baritonale traendo ispirazione da Leonard Cohen e Nick Cave combinando il tutto con una sensibilità country che si esplicita tramite il pianoforte e la chitarra acustica. “Thorns Of Love” musicalmente non si discosta molto dalla composizione precedente, anche se risulta meno incisiva, mentre in “Four Years Ago” è l’alternanza della doppia voce maschile/femminile di Will e Hannah a scandire le dolci melodie di un pezzo che rasenta l’Aor americano.

In “Napalm Girls” si recupera il retro gusto punk dei vecchi tempi, dove l’irruenza la fa da padrona e dove è impossibile rimanere fermi, seguita dalla più malinconica  e sofferta “Black Moon” e la conclusiva ballata al piano “All My Friends”. Sicuramente c’è molta carne al fuoco in questo “Sex, Death & The Infinite Void” ed è innegabile la volontà dei Creeper di sperimentare e di non fossilizzarsi su di un unico genere. L’album va ascoltato più volte per riuscire a cogliere tutte le sue molteplici sfumature, ma sono proprio queste che arricchiscono un lavoro tanto atteso quanto riuscito.

 

Etichetta: Roadrunner Records/Warner Music

Anno: 2020

Tracklist: 01. Hallelujah! 02. Be My End 03. Born Cold 04. Cyanide 05. Celestial Violence 06. Annabelle 07. Paradise 08. Poisoned Heart 09. Thorns Of Love 10. Four Years Ago 11. Holy War 12. Napalm Girls 13. The Crown Of Life 14. Black Moon 15. All My Friend
Sito Web: http://creepercult.com/

eva.cociani

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Amo la musica a 360 gradi, non mi piace avere etichette addosso, le trovo limitanti e antiquate, prediligo lo street, il glam e anche il goth, ma non disdegno nulla basta che provochi emozioni. Ossessionata dalle serie tv, dalla fotografia, dai viaggi e dai live show mi identifico con il motto: “Live the life to the fullest”.

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