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Crashdiet – Recensione: Rest In Sleaze

Nella voce di Dave Lepard, primo frontman dei Crashdiet e suo fondatore nel 2000, c’è sempre stata una sorta di urgenza quasi disperata. E’ questo uno dei tratti distintivi di questo lavoro, che nonostante qualche ingenuità di fondo dovuta forse alla giovane età dei componenti della band, si mantiene ad oggi come la sua uscita più interessante, autentica e sincera. Un’urgenza che, col senno di poi, sembrava quasi un presagio di quella che è stata poi la fine della vita di Lepard, morto suicida appena un anno dopo a nemmeno 26 anni. Con questo non vogliamo certo dire che i Crashdiet, negli anni successivi, non abbiano fatto niente di buono; anche “The Unattractive Revolution” e “Generation Wild” sono lavori interessanti e ben fatti. Probabilmente però in “Rest In Sleaze” c’è una percentuale maggiore di brani che sprizzano energia e immediatezza, sia nei mid tempo come “Knokk ‘Em Down” o “Breakin’ The Chainz” che nei pezzi più veloci e feroci, come “Riot in Everyone” e “Queen Obscene“. Il glam di cui i Crashdiet sono sempre stati portabandiera anche negli anni a venire vive qui una sorta di contaminazione con il punk più rabbioso e disperato, fondato sulla necessità da parte di Lepard di dover dire qualcosa, di rendere memorabile il suo passaggio su questa terra, prima che sia troppo tardi. Solo gli anni a venire ci diranno se sia andata effettivamente così, certo è che, vista la deriva dei Crashdiet dopo la sua scomparsa (basti solo pensare agli infiniti campi di formazione, in particolare dietro il microfono), è lecito pensare che uno spirito come quello emerso nel loro esordio non potrà tornare. Godiamoci allora questa manciata di brani, contrassegnati, oltre che dalla voce di Lepard, da un repertorio di backing vocals ben fatte e da una serie di riff di chitarra graffianti nella loro immediatezza. Un esordio che è un po’ anche un canto del cigno.

Etichetta: Universal Records

Anno: 2005

Tracklist: 01. Knokk 'Em Down

02. Riot in Everyone

03. Queen Obscene (69 Shots)

04. Breakin' the Chainz

05. Needle in Your Eye

06. Tikket

07. Out of Line

08. It's a Miracle

09. Straight Outta Hell

10. Back on Trakk
Sito Web: https://www.facebook.com/fanscrashdiet/?fref=ts

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. Andy

    …questo e’ stato sicuramente l’ennesimo capolavoro made in sweden!!!..quegli album che arrivano come un fulmine a cel sereno…non te lo aspetti! …era certamente poco originale ma suonava ben fatto e ispirato!!!….a mio avviso rimarra nel cuore di molti giovani glam rockers ma comunque piacevole anche per chi non ascolta solo questo genere!!!

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