Cradle Of Filth – Recensione: Dusk…And Her Embrace – The Original Sin

“Dusk…And Her Embrace”, uscito nel 1996, fu l’album che al meglio sintetizzò quella formula di black metal sinfonico, chiamata in seguito “extreme gothic metal”, che rese i Cradle Of Filth una delle realtà più note del settore. La band era amata alla follia dai fans che ne apprezzavano il sound melodico e il romanticismo e parimente odiata dai detrattori che ne criticavano l’attitudine commerciale, uno schiaffo a un panorama che i puristi volevano restasse incorrotto.

Sono passati vent’anni da allora e la rediviva Cacophonous Records provvede a una ristampa dell’opera, ma attenzione, non la reissue dell’edizione di cui abbiamo parlato sopra, bensì di quella originale inizialmente prevista per il 1995 e appunto sottotitolata “The Original Sin”. Curiosità: “Dusk…And Her Embrace” fu dapprima registrato con una differente line-up, ma un improvviso split con alcuni membri della band e i problemi contrattuali con Cacophonous, fecero slittare l’uscita dell’album.

Sciolti gli obblighi con l’etichetta dopo aver pubblicato l’Ep “V Empire Or Dark Faerytales In Phallustein”, i Cradle Of Filth si accasarono presso Music For Nations, che tuttavia rifiutò di pubblicare la prima versione di “Dusk…”. Al gruppo ricostituito non restò dunque altro da fare se non registrare nuovamente l’album rendendo il sound più accessibile, poi ulteriormente affinato da una produzione davvero ottima per l’epoca.

La registrazione originale però, come si suol dire, rimase nel cassetto ed oggi, risolti i problemi legali tra i Cradle Of Filth e Cacophonous, abbiamo la possibilità di riascoltarla. Non sta a noi dire quanto tale “operazione nostalgia” possa essere più o meno utile, di certo siete in grado di fare i conti: è tutto direttamente proporzionale al vostro interesse verso la band.

In linea di massima “The Original Sin” suona più ruvido, la componente black è di certo più marcata e gli elementi gotici su cui gli inglesi avrebbero poi costruito il loro successo, danno più l’idea di essere sfumature che vere e proprie parti del brano. Una versione dunque più cruda, per quanto non scevra da abbondanti dosi di melodia nè da un alone di romanticismo. Osservando le due versioni, notiamo come la tracklist sia stata in seguito risistemata (l’ordine delle tracce è diverso) e la presenza di alcuni leggeri cambiamenti struttrali.

L’intro “Macabre, This Banquet” contiene la basi di “Humana Inspired To Nightmare”, la intro dell’edizione del 1996, mentre la successiva “Nocturnal Supremacy” è stata poi destinata all’imminente Ep. “Haunted Shores” compare con il titolo originale “The Haunted Shores Of Avalon”, mentre “Carmilla’s Masque” appariva soltanto nell’edizione limitata dell’epoca (la famosa “coffin box”). Seguono, giusto per dare un contentino ai collezionisti incalliti, le versioni demo di “A Gothic Romance” e “Nocturnal Supremacy”.

Ovvio che poi è sempre un piacere ascoltare pezzi da novanta come “Funeral In Carpathia”, la titletrack, la citata “A Gothic Romance”, “Beauty Slept In Sodom” e “Heaven Torn Asunder”, brani carichi di pathos e di una devastante bellezza, ma sull’effettiva utilità di questa release (in fondo è un’altra ad essere entrata nell’immaginario dei fans…), a voi il giudizio. Nel frattempo, noi aspettiamo il vero nuovo album della band, che stando agli ultimi aggiornamenti dovrebbe vedere la luce nell’autunno del 2017.

DUSK AND HER EMBRACE... COVER

 

Voto recensore
S.V.
Etichetta: Cacophonous Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. Macabre, This Banquet 02. Nocturnal Supremacy 03. Heaven Torn Asunder 04. Dusk And Her Embrace 05. A Gothic Romance 06. The Graveyard By Moonlight 07. Funeral In Carpathia 08. Beauty Slept In Sodom 09. The Haunted Shores Of Avalon 10. Carmilla’s Masque 11. A Gothic Romance (Bonus Demo Track) 12. Nocturnal Supremacy (Bonus Demo Track)
Sito Web: http://www.cradleoffilth.com/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

2 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. Damiano Fidati

    Un album magico.Ancor di piu della versione originale.
    Crea un atmosfera malvagia e romantica allo stesso tempo.Funeral in Carpathia è un capolavoro.

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  2. Butch

    Damiano fidati…dell’apostrofo!

    Reply

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