Narnia – Recensione: Course Of A Generation

Il sesto full-length dei Narnia assume un significato particolare perchè per la prima volta nella carriera del gruppo, dopo l’abbandono dello storico singer e fondatore Christian Rivel, abbiamo un nuovo protagonista dietro al microfono, ossia German Pascual (già nei Mendez e nei Mind’s Eye), che quindi è l’osservato speciale di questa release.

Ascoltando attentamente "Course Of A Generation" possiamo notare come l’occasione di un cambiamento così importante come quello del frontman abbia dato l’opportunità a Carljohan Grimmark (chitarra) e compagni di imporre anche una svolta abbastanza evidente al sound.

Infatti nel passato i nostri erano vicini ad un metal a tratti power ma spesso cadenzato, melodico e vicino ad un hard rock molto sostenuto; oggi il sound dei Narnia è decisamente legato ad un mix moderno che può ricordare un po’ quanto fatto dai primi Masterplan, aggiungendo il fatto che il groove dei brani è decisamente incattivito e non mancano accelerazioni anche più violente di quel che ci potremmo aspettare dai Narnia.

Questo forse è legato anche alle possibilità espressive di German, che dimostra di avere a disposizione un’ugola che può ben navigare su linee vocali aggressive e ruvide, per poi tornare senza problemi a esprimersi a ottimi livelli anche nei passaggi più melodici.

Nell’album non mancano brani dalle ritmiche più cadenzate come ‘Rain’, ma il piglio delle chitarre è decisamente aggressivo e sopra le righe, anche se poi German canta utilizzando soluzioni estremamente melodiche; da segnalare in questo brano l’ottimo assolo di Carl Johan Grimmark, che si occupa anche delle tastiere, come sempre perfetto nell’esecuzione e tecnicamente ineccepibile.

I brani più evidenti e di peso sono legati allo stile di ‘Armageddon’ dove la sezione ritmica pesta in modo inaudito, con un Andreas Johansson alla batteria ai limiti del power-thrash e Pascual che alterna acuti a strofe eseguite con grinta e ruvidità.

Non mancano poi anche episodi in cui i Narnia sperimentano un po’, come nel caso di ‘One Way To Freedom’, dove si possono ascoltare ritmiche inedite e vagamente elettroniche (ma con molta parsimonia) ed un lavoro di basso posto come protagonista, opera del veterano Andreas Olsson (operante in innumerevoli altri gruppi christian, fra cui Rob Rock e DivineFire), che ora si fa chiamare Andreas Passmark.

La track finale del CD, ‘Behind the Curtain’, si fa tentare da un gusto quasi rock-goth con un intro di pianoforte e melodie strascicate e vagamente dark; in realtà è solo un brave abbaglio e il pezzo si incanala ben presto sui canali di un metal quadrato, elegante e melodico.

I suoni del CD sono semplicemente perfetti, grazie al lavoro eseguito al mixaggio dal noto Fredrik Nordström (chitarrista dei Dream Evil e noto per aver lavorato con tanti gruppi famosi come In Flames, Arch Enemy, Soilwork, ecc.) e da Henrik Udd, eseguito agli Studi Fredman di Gotheborg.

A livello di artwork sottolineiamo come il leone di Narnia, Aslan, che sempre accompagna le copertine dei nostri, sia qui scomparso, lasciando il posto ad un paesaggio di desolazione in cui campeggiano indicazioni stradali oscure che sembrano non avere un senso e diversi uccelli scuri che fanno lo slalom fra i detti cartelli. Carlos Barbosa è l’artista che ha realizzato questa nuova copertina, ma val la pena di ricordare anche che, visto il momento di cesura con il passato, anche il logo è stato rinnovato ad opera di Rainer Mittelstädt, che ha realizzato una versione decisamente più parca.

I testi del CD subiscono anche loro una lieve varazione rispetto agli appelli alla fede ed all’amore per Cristo che scriveva Rivel; qui anche le liriche hanno un taglio più cupo, come nel caso di ‘One Way To Freedom’ che risulta un appello all’umanità affinchè si desti e si riprenda dalla china decadente e pericolosa che sta prendendo: "How long will we carry on / To destroy what God has given us / Look at yourself, look at the world / All is falling apart /It’s time for a change / Unholy rites rule / We play the game and we lose / Evil in fashion, it’s time for reaction / We are drifting away from the truth / We’re fading away / Pray for protection / Time for reaction".

Nel complesso quindi il nuovo corso dei Narnia si basa sulla solidità di una tecnica perfetta degli esecutori e compositori, nonchè su di una direzione stilistica che potrà far gioire chi ricerca un metal ed un power più moderni. D’altro canto la maggior complessità dei brani proposti li rende meno immediati e più difficili da digerire rispetto al passato, realizzando di fatto una vera e propria cesura anche con i Narnia che eravamo abituati a conoscere. Da ascoltare.

Voto recensore
7
Etichetta: Massacre Records/Audioglobe

Anno: 2009

Tracklist: 01. Sail Around the World
02. When the Stars Are Falling
03. Curse of a Generation
04. Scared
05. Kings Will Come
06. Rain
07. Armageddon
08. One Way to Freedom
09. Miles Away
10. Behind the Curtain

Sito Web: http://www.narniaworld.com

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