Counting Days – Recensione: Liberated Sounds

Debutto per i Counting Days, band proveniente dalla terra d’Albione e formata da Thom Debaere (voce), Charlie Wilson e Bobby Daniels (chitarre), Alex Dench (basso-voce) e Lasselle Lewis (batteria), provenienti da esperienze in altri gruppi, che giungono così all’agognato primo CD “Liberated Sounds” su Mascot Records.

La produzione affidata a Fredrik Nordstrom (Arch Enemy, Opeth, In Flames, At The Gates) potrebbe subito far pensare a un death metal melodico moderno di stampo svedese, quando invece la proposta del gruppo è un ibrido di qualità fra il suddetto genere e il metalcore più tonico in circolazione. Fin dall’iniziale “Burned By Faith” un treno ci investe in pieno, un mix fra suoni bilanciati in maniera ottimale e songwriting assolutamente non banale -considerando la miriade di band dello stesso filone che riciclano le stesse idee- fra tirate propriamente nordiche e intermezzi melodici con suoni particolari, breakdown killer in stile newyorkese, un finale con tanto di note sospese, da spazio siderale (come d’altronde la conclusione della traccia di chiusura, “Reunion”, che da iniziale cavalcata degna degli In Flames più ispirati finisce per essere post rock nella coda).

“Die Alone” è ritmica hardcore con giri melodici e parti vocali che in certi punti sfiorano l’isteria pura, salvo poi essere controbilanciate dagli archi a metà canzone che contribuiscono a creare un bellissimo effetto;

“Beaten & Scarred” è un pezzo perfetto da wall of death, furiosa e tiratissima seppur intervengano voci pulite nello stile hardcore classico a stemperare il tutto, così come si sente l’influsso New York nella successiva “Life & Death” e si inasprisce ulteriormente nella title-track, iperpompata e da stagediving totale (una sorta di Lamb Of God più quadrati).

“Fire From The Sky” e “Days Go By” rientrano nello stile svedese, come si può evincere dal riff iniziale della prima traccia in questione e la struttura in generale dei due brani che i Counting Days riescono comunque a rendere più interessante inserendo vocals recitate in maniera diversa. Dopo lo strumentale “The Vines” c’è spazio per la potentissima “Sands Of Time” (con una voce nuova che si palesa), il thrash moderno di “Prison Of Misery” e l’assolo gustosissimo in “Cold Truth”, prima del gran finale con la traccia della quale si è già parlato.

Non tutto oro, per carità, perché se proprio si volesse cercare il pelo nell’uovo la voce è un po’ monotona seppure questo genere non richieda varietà a profusione. “Liberated Sounds” è un ottimo album d’esordio, in bilico fra metal e metalcore, gradevole e non stucchevole, prova tangibile del fatto che i Counting Days sono qui per restare, progredire e conquistare.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Mascot Label Group

Anno: 2015

Tracklist:

01. Burned By Faith
02. Die Alone
03. Beaten & Scarred
04. Life & Death
05. Liberated Sounds
06. Fire From The Sky
07. Days Go By
08. The Vines
09. Sands Of Time
10. Prison Of Misery
11. Cold Truth
12. Reunion


Sito Web: https://www.facebook.com/Countingdaysuk

Fabio Meschiari

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Musica e birra. Sempre. In spostamento perenne fra Asia e Italia, sempre ai concerti e con la birra in mano. Suonatore e suonato, sempre pronto per fare casino. Da Steven Wilson ai Carcass, dai Dream Theater ai Cradle of Filth, dai Cure ai Bad Religion. Il Meskio. Sono io.

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