Coreleoni – Recensione: The Greatest Hits Part 1

Mentre i Gotthard hanno in programma un tour in acustico, il loro chitarrista Leo Leoni ha deciso di non rimanere con le mani in mano e ha deciso dii andare a ripescare nel passato. Ecco quindi nascere il progetto CoreLeoni, di cui fanno parte tra gli altri, oltre a Leoni, lo storico batterista dei Gotthard Hena Habegger e il cantante Ronnie Romero, che ha fatto parlare parecchio di sè negli ultimi anni per essere stato scelto da Ritchie Blackmore come voce per la nuova incarnazione dei Rainbow. Tutto questo preambolo per dire che i membri di questo side project sono tutto fuorché novellini…e si sente.
L’obiettivo del progetto consiste nella riproposizione di una serie di brani appartenenti ai primi album dei Gotthard, pezzi che, naturalmente, non è più possibile riproporre dal vivo dato che la band elvetica ha ormai 25 anni di onorata carriera alle spalle; secondo Leo Leoni comunque, i brani di questo “The Greatest Hits” meritavano di essere rispolverati, ripuliti da qualche vecchiume a livello di arrangiamenti e sonorità e registrati nuovamente, utilizzando una voce che comunque cerca di non distaccarsi mai troppo da quella di Steve Lee. Per chi non conosce, o conosce in modo solo marginale, la prima fase della discografia dei Gotthar, e parliamo di album come l’omonimo “Gotthard“, “Dial Hard” “G“. e “Open“, tutti registrati negli anni ’90, diventa quindi un’ottima occasione per scoprire brani come “Firedance”, “Higher” e “All I Care For”, presente tra l’altro anche in una versione acustica, che fa da bonus track. Le uniche eccezioni sono “Anytime Anywhere“, che è più recente ma è ormai una sorta di vero e proprio inno della band, e l’inedito “Walk On Water“, un altro brano Gotthard – style, con un riff corposo, una ritmica sostenuta e un ritornello accattivante.
In realtà i Gotthard non hanno mai dimenticato le loro origini, e nei loro live non mancano estratti neppure da questo periodo della loro discografia (ne fanno parte ad esempio “Mountain Mama” e “Sister Moon”), ma i CoreLeoni hanno l’intento di ridare smalto a tracce considerate, a torto, minori. Il risultato è sicuramente positivo, perchè Ronnie Romero conserva la propria personalità e riesce a risultare credibile sia nelle tracce più hard rock che in quelle più melodiche, e i brani, per quanto abbiano in effetti qualche ammodernamento rispetto alle versioni originali, rimangono comunque fedeli a loro stessi e alle sonorità dei Gotthard, cosa ancora più importante per un fan. Il lavoro, quindi, dovrebbe piacere sia agli appassionati della vecchia guardia, che potranno ritrovare alcune “vecchie conoscenze”, che ai neofiti, ai quali si consiglia comunque un ascolto anche delle versioni originali dei brani qui contenuti: non c’è mai troppa differenza tra una e l’altra e ci si può rendere conto di come i primi Gotthard abbiano ancora molto da dire.

Voto recensore
7
Etichetta: Frontiers Music Srl

Anno: 2018

Tracklist: 01. Il Padrino

02. Firedance

03. Downtown

04. Higher

05. Get It While You Can

06. In The Name

07. Let It Be

08. All I Care For

09. Walk On Water

10. Here Comes The Heat

11. Tell No Lies

12. Ride On

13. Anytime Anywhere

14. El Traidor
Sito Web: https://www.facebook.com/coreleoni/

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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