Corbin Reiff – Recensione: “Total F*cking Godhead” – La biografia di Chris Cornell”

Il movimento del grunge ha avuto e ha ancora oggi una grandissima importanza nel panorama musicale, ha segnato un’epoca non solo sotto l’aspetto artistico, ma anche quello culturale e sociale. Nato a Seattle negli anni novanta, questo genere musicale in poco tempo è riuscito a spazzare via l’hair metal e il glam rock che andava per la maggiore negli Stati Uniti grazie a formazioni come Nirvana, i Pearl Jam e gli Alice In Chains. I Soundgarden inizialmente non vengono inclusi nel calderone perché il loro album “Louder Than Love” è antecedente all’esplosione di questo genere e vengono catalogati semplicemente come una band di metal moderno. Una band che, nonostante il successo ottenuto negli anni a venire e che ha contribuito a definire il sound di Seattle, raramente ha ottenuto i riconoscimenti che meritava rispetto a colossi quali Nirvana e Pearl Jam. Un riconoscimento comunque sempre arrivato da parte dei fedeli fan di Cornell e soci, ma che purtroppo, come molto spesso, accade è giunto per molti dopo la notizia della sua tragica scomparsa.

Ora, grazie a questa biografia scritta dal critico musicale Corbin Reiff, si rende giustizia alla storia di uno dei cantanti più straordinari mai esistiti e si analizzano nel dettaglio sia la sua vita artistica e musicale sia quella umana, non cadendo mai nel gossip o nel sensazionalismo, ma tracciando con gli occhi quasi da fan la parabola di questo straordinario cantante. Questa biografia non autorizzata è basata su un enorme lavoro di ricerca di svariati anni, in cui l’autore ha scartabellato una mole infinita di interviste e di conversazioni con persone vicine all’indimenticato singer, riuscendo a tracciare un quadro temporale dettagliato della sua vita. Una vita travagliata e sofferta sin dalla giovane età, a causa della sua misantropia e della depressione aggravata dal divorzio dei suoi genitori, poi l’avvicinamento alle droghe come veicolo di fuga dai suoi demoni, demoni che purtroppo avranno la meglio su di lui in quella tragica giornata del diciotto maggio del 2017.

E proprio da quel giorno inizia il racconto dell’autore e di come, incredulo, ha scoperto tramite una telefonata da parte della moglie cosa fosse successo in quella maledetta stanza di albergo. Da lì, dopo aver reso omaggio alle spoglie di Cornell all’Hollywood Forever Cemetery, decide di dedicarsi anima e corpo alla scrittura di questa biografia dove troviamo un resoconto davvero dettagliato della storia dei seminali Soundgarden, dei Temple Of The Dog e Audioslave, fino alla sua carriera solista. Ci sono tantissime curiosità e aneddoti da scoprire, a partire da quella volta in cui Cornell per un pelo non finisce scritturato per “Reservoir Dogs” (“Le Iene”, nella versione italiana) di Quentin Tarantino, o dell’apparizione improvvisata dei Soundgarden in un episodio di Bill Nye The Science Guy del 1993, dove mostrano le loro tecniche di produzione e di mixing.

E’ una lettura davvero appassionante quella di “Total F*cking Godhead – La biografia di Chris Cornell”, che si incentra più sull’aspetto prettamente musicale e artistico, mentre quasi a contorno e in sordina si parla della sua vita privata, dimostrando una grande sensibilità e delicatezza in materia, dosando le informazioni e a maggior ragione evitando toni sensazionalistici e morbosi. Ci si concentra di più sulla storia, sull’analisi delle canzoni, sul loro processo creativo, fornendo spunti chiave dietro la loro genesi e registrazione, tutte cose che faranno la felicità dei fan e dei completisti della band. Questa biografia in sostanza è la celebrazione della straordinaria musica che Cornell, con i suoi progetti, ci ha lasciato e che rimarrà per sempre con noi. Un libro assolutamente consigliato!

Etichetta: Il Castello/Chinaski Edizioni

Anno: 2022


eva.cociani

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Amo la musica a 360 gradi, non mi piace avere etichette addosso, le trovo limitanti e antiquate, prediligo lo street, il glam e anche il goth, ma non disdegno nulla basta che provochi emozioni. Ossessionata dalle serie tv, dalla fotografia, dai viaggi e dai live show mi identifico con il motto: “Live the life to the fullest”.

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