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Control Denied – Recensione: The Fragile Art Of Existence

Parlare del ruolo che Chuck Schuldiner ha ricoperto nel panorama della musica Metal potrebbe essere un esercizio difficile che molto facilmente potrebbe scadere nella retorica vista la sua prematura scomparsa. Insieme alla sua creatura, i Death, ha dato il via all’omonimo genere e, con il suo approccio alla composizione e la sua superba tecnica, ha rivoluzionato il modo di intendere negli anni ’90 la musica estrema inglobando al suo interno strutture jazz e facendo nascere il cosiddetto Technical Death Metal.

I Control Denied sono un progetto di Schuldiner nato dopo la pubblicazione di “Symbolic” [questa la nostra recensione] che vede Steve Di Giorgio (basso), Shannon Hamm (chitarra) e Richard Christy (batteria) affiancare il leader dei Death. Dietro al microfono il posto è preso da Tim Aymar per completare una formazione che nel 1999 diede alle stampe “The Fragile Art Of Existence“, vero e proprio testamento musicale e spirituale del musicista americano. Le otto tracce di questo album, infatti, sono incentrate sulla caducità della vita, l’inspiegabilità di certe eventi e la fragilità della nostra stessa esistenza oggetto di cambiamenti e stravolgimenti repentini del tutto imprevedibili. Un destino beffardo diagnosticherà pochi mesi dopo un cancro al tronco encefalico costringendo così Schuldiner diversi cicli di radioterapia, un intervento chirurgico che non impediranno, però, il drammatico epilogo. E scorrendo le lyrics di brani come “Expect The Unexpected” sarà difficile trattenere un sorriso amaro su queste parole quasi premonitrici.

Musicalmente le coordinate stilistiche virano verso un Heavy Metal dalla marcata matrice U.S.A. ma con una forte ed evidente connotazione Progressive. La sessione di songwriting di “The Fragile Art Of Existence” è condotta in parallelo a quella dell’ultimo album dei Death, “The Sound Of Perseverance“, e gli echi sono rintracciabili in brani come “Consumed“, “What If..?“, o “Cut Down“. Canzoni dall’elevato minutaggio, strutture articolate e continui cambi di tempo caratterizzano questo disco intenso e profondo, grazie alla prova di un collettivo superbo e dalle indubbie capacità interpretative. Considerare i Control Denied come una versione dei Death senza le scream vocals è riduttivo e offensivo per quanto proposto dai nostri. La produzione pulita e chiara mette in risalto l’attento lavoro in fase esecutivo esaltando i singoli elementi che concorrono all’ottima riuscita finale del tutto. La chiusura è affidata alla title-track, summa di quanto ascoltato in circa 30 anni, una retrospettiva su quanto prodotto dalla band primigenia.

Possiamo discutere molto sulla via intrapresa da Schuldiner nell’ultima fase della sua carriera, sempre più lontano dall’immediatezza e una forma canzone semplice e più propenso verso una decostruzione della stessa. Molte scelte possono risultare discutibili per i puristi del genere, talvolta la prolissità e la ridondanza di certe soluzioni fanno storcere il naso ma quello che resta fermo e certo è il suo amore, puro e incontaminato, per la musica,  la sua devozione fino alla fine. “The Fragile Art Of Existence” è il canto del cigno di Chuck, il suo lascito, la sua eredità che aspetta ancora di essere raccolta e portata avanti.

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Etichetta: Nuclear Blast

Anno: 1999

Tracklist: 01. Consumed 02. Breaking the Broken 03. Expect the Unexpected 04. What If....? 05. When the Link Becomes Missing 06. Believe 07. Cut Down 08. Fragile Art of Existence
Sito Web: https://it-it.facebook.com/ControlDeniedOfficial/

Pasquale Gennarelli

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"L'arte per amore dell'arte". La passione che brucia dentro il suo cuore ad animare la vita di questo fumetallaro. Come un moderno Ulisse è curioso e temerario, si muove tra le varie forme di comunicazione e non sfugge al confronto. Scrive di Metal, di Fumetto, di Arte, Cinema e Videogame. Ah, è inutile che la cerchiate, la Kryptonite non ha alcun effetto su di lui.

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