Dark Tranquillity – Recensione: Construct

Decimo (ad esattamente vent’anni dal primo “Skydancer”) full lenght per i padrini del death melodico della scena di Goteborg. Stanne e soci ritornano sulle scene tre anni dopo il “normale” “We Are The Void”, album che non convinse mai, del tutto, né pubblico, né critica.

Memori di questo mezzo colpo a vuoto, i sei di Goteborg, sono ritornati con una carica davvero diversa e rinnovata. Infatti “Construct”, già dalle prime note di “For Broken Words”, opener del disco, si presenta come un cazzutissimo album, forte di un miglioramento nell’approccio ai pezzi e nell’onestà dell’esecuzione, oltre che, soprattutto, nel rispetto verso i fan. Lo scorso “We Are The Void” risultava svogliato, registrato (seppur in maniera sapientemente egregia) quasi solo per obblighi contrattuali piuttosto che per il piacere di creare qualcosa di nuovo e questa mancanza di onestà, mi duole dirlo, venne avvertita subito dagli ascoltatori.

Invece, possiamo benissimo partire dal presupposto che “Construct” sia diverso. E’ decisamente più compatto, potente e godibile. Un album, in fin dei conti, che esplora e si districa tra stili e soluzioni differenti, passando dagli attacchi sonori martellanti ad accompagnamenti più tenui (ma non per questo meno oscuri e inquietanti), dal cantato pulito al growl, senza problemi di sorta.
Le prove a sostegno di questa tesi sono i brani stessi: la già sopracitata, cangiante e multistrato “For Broken Words”, il riffing gelidamente quadrato di “The Science of Noise”, il mid tempo ed i cambi vocali della dolcemente maligna “Uniformity” (di cui è stato anche girato un video), gli attacchi sonori delle veloci “The Silence In Between”, “Apathetic” e “Endtime Hearts” (con il suo assolo parecchio ispirato), le linee vocali e le atmosfere che ricordano vagamente i Depeche Mode in “State Of Trust” e l’ostilità inquietante della conclusiva “None Becoming”.

Sono tutte queste, le ragioni per cui i Dark Tranquillity, nel 2013, suonano più genuini e, semplicemente, diversi rispetto al passato. Ma, sono anche queste le ragioni per cui questo “Construct” è davvero un gran bell’album, da gustare, finalmente, dall’inizio alla fine, senza remore: finito l’ascolto, un secondo “play” è subito d’obbligo. “Construct” rischia di rimanere nel vostro lettore per parecchio, parecchio tempo.

Voto recensore
8
Etichetta: Century Media

Anno: 2013

Tracklist:

01. For Broken Words
02. The Science Of Noise
03. Uniformity
04. The Silence In Between
05. Apathetic
06. What Only You Know
07. Endtime Hearts
08. State Of Trust
09. Weight Of The End
10. None Becoming


Sito Web: http://www.darktranquillity.com/

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