Olympos Mons – Recensione: Conquistador

Il debut album dei finlandesi Olympos Mons (band fondata dal chitarrista Jari Sundstrom e dal cantante Ian E. Highhill) è all’insegna di un power/speed melodico debitore ai principali esponenti del genere. Il tutto è perfetto da un punto di vista tecnico ed esecutivo ma non sempre i brani riescono a colpire la nostra attenzione. Avrete già intuito che stiamo trattando l’ennesimo disco che si può porre lungo un continuum che varia tra il cinque e il sei a seconda di quanto siete appassionati del suddetto genere. Di certo non mancano buone idee né intuizioni interessanti, ad esempio l’uso delle cornamuse sull’opener ‘Seven Seas’, gli ariosi “tastieroni” alla Manowar di ‘The Last Light Of The Moon’, e in generale i refrain sono quasi sempre accattivanti e piacevoli all’ascolto. Più di una volta sembra però di trovarsi di fronte a questo o quel passaggio preso in prestito ai vari Stratovarius, Edguy, Malmsteen e derivati, con conseguente carenza nell’ambito della personalità. Un compito svolto con professionalità e doti indiscutibili, ma senza grosse sorprese.

Voto recensore
6
Etichetta: LMP / Self

Anno: 2004

Tracklist:

01.Seven Seas
02.Stars
03.The Last Light Of The Moon
04.Wanted Man
05.Black
06.Through The Ice And Snow
07.Black Desireè
08.Cleopatra
09.The Princess Of Saba
10.Lady In White
11.Conquistador


andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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