Atreyu – Recensione: Congregation Of The Damned

A distanza di soli due anni dalla pubblicazione di “Lead Sails Paper Anchor”, gli Atreyu ritornano sulle scene con “Congregation Of The Damned”. La casa discografica è ovviamente la Roadrunner, famosa per scovare e far fruttare talenti nascosti. Lo stile degli Atreyu è sempre lo stesso, melodico e tendente al thrash quando serve, ma non per questo si deve pensare ad un ennesimo riciclo. La musica c’è, come la voce di Alex Varkatzas, e la tecnica, rispetto ai precedenti album, sembra essere maturata. “Stop! Before It’s Too Late And We’ve Destroyed It All”, prima traccia, rispecchia perfettamente lo stile degli Atreyu, fatto di assoli veloci ed orecchiabili, batteria prepotente e un misto di metal,rock e, a volte, punk. Alex mette subito in mostra la sua versatilità passando da toni bassi ad un growl urlato. Se nella prima traccia il cantante insiste particolarmente sul growl, in “Bleeding Is A Luxury” mostra le sue capacità, sempre alternate con altri stili, nel cantato melodico. I riff sono aggressivi, la carica è tanta, ma sanza spingersi all’estremo. “Congregation Of The Damned”, terza canzone, dà il titolo all’album e si distacca completamente dal brano introduttivo. Se con “Stop! Before It’s Too Late And We’ve Destroyed It All” avevano coinvolto al 100 % l’ascoltatore, con “Congregation Of The Damned” annoiano. La prima parte della traccia è alquanto monotona e ripetitiva, l’unico stacco si ha sul finale con il cantato in growl. Interessante è “Gallows”, sesta traccia, introdotta dalla sapiente batteria di Brandon Saller, altro elemento fulcro della band, completata da un assolo di chitarra. Il ritornello, come quasi tutti i ritornelli degli Atreyu, è orecchiabile ed in grado di far facile presa su chi ascolta. “So Wrong”, decima traccia, racchiude, soprattutto nelle strofe, l’aspetto melodico degli Atreyu. “Wait For You”, brano di chiusura dell’album, è quasi una ballad. Le chitarre non sono distorte, la voce di Alex è totalmente melodica e a far capolino nell’intro è il pianoforte. Interessante è la sperimentazione vocale di Varkatzas, che dimostra di avere talento e grandi capacità, e gli assoli di chitarra, che ricordano un po’ le atmosfere melodiose dei Guns ‘N Roses. Direi che anche questa volta gli Atreyu hanno brillantemente superato l’esame e dimostrato che seguire uno stile non significa ripetere sé stessi.

Voto recensore
7
Etichetta: Roadrunner / Warner

Anno: 2009

Tracklist:

01. Stop! Before It’s Too Late And We’ve Destroyed It All

02. Bleeding Is A Luxury

03. Congregation Of The Damned

04. Coffin Nails

05. Black Days Begin

06. Gallows

07. Storm To Pass

08. You Were The King, Now You’re Unconscious

09. Insatiable

10. So Wrong

11. Ravenous

12. Lonely

13. Wait For You


Sito Web: http://www.myspace.com/atreyurock

francesca.carbone

view all posts

Scribacchina dal 2008 e da sempre schietta opinionista del mondo musicale. Dagli Iron Maiden ad Immanuel Casto il passo è breve, almeno per me.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login