Sylosis – Recensione: Conclusion Of An Age

L’intro che ci guida alla scoperta dei Sylosis ha un incedere morbido e scandito dal rumore delle onde, quasi ad annunciare una tempesta che catapulta in un album che, se da una parte non stupisce per l’originalità nella proposta, dall’altra spicca per la straordinaria varietà, scorre indisturbato nella sua missione, mietere vittime e appassionati di certe sonorità moderne, di quel metalcore sempre più saturo e affollato a tal punto che sembra sempre sul punto di collassare e suicidarsi come una bolla di sapone, ma che no, niente da fare, non cede e non rinuncia al suo prezioso trono cesellato ben saldo nell’olimpo del metal. Permettetemi di dire che una band come i Sylosis non aggiunge niente ai riff già macinati negli ultimi anni da centinaia di altre giovani (e meno giovani) band che, volenti o più spesso nolenti, abbiamo avuto modo di conoscere durante la loro invasione per lo più arrivata dagli U.S.A., ma a ben guardare questa formazione britannica ha comunque una sua verve e una sua completezza che fa ben sperare e che gli fa meritare un’attenta analisi. Innanzitutto la base e la materia principale che ha nutrito “Conclusion Of An Age” è un thrash corposo e ben suonato ma una parte importante è recitata dalla melodia delle chitarre, “After Lifeless Years” irrompe infatti con violenza e velocità ma intervengono dei momenti in cui le vocals si fanno pulite come nella solita formula del genere metalcore ma senza risultare fin troppo ossessive, ma proseguendo con “The Blackest Skyline” si penetra nel death metal più incline alla branca scandinava, con un drumming martellante e instancabile contrapposto di nuovo a riff melodici e seducenti ma anche ad atmosfere più tetre. In “Transcendence” l’alternarsi di clean vocals e scream inizia ad essere sottilmente irritante e a calcare troppo sentieri già percorsi da svariati gruppi in precedenza ed è ora che vengono in mente i Caliban ma non si fa in tempo a storcere il naso che arriva il provvidenziale intervento degli assoli di chitarra a far esclamare “Ah, ma sanno fare anche questo!”. Volete altri virtuosismi? Eccoli protagonisti in “Last Remaining Light”, così come nella direttissima “Withered” troverete un impianto in stile Black Dahlia Murder e un’omaggio a Darrell. “Reflections Through Fire” spicca poi per la sua epicità e per le atmosfere apocalittiche che più volte poi ritorneranno nell’album.

La perizia tecnica dei Sylosis si attesta su ottimi livelli e si palesa in un’ottima resa nella composizione dei pezzi, nella loro articolazione intelligentemente studiata, e come la furia degli elementi della natura di cui parlano i testi si scatena inevitabilmente e sfugge ad ogni controllo umano così il potenziale artistico di questi musicisti viene messo a servizio delle strutture ricche che compongono i pezzi e li plasma a dovere.

Voto recensore
7
Etichetta: Nuclear Blast / Audioglobe

Anno: 2008

Tracklist: 01. Desolate Seas
02. After Lifeless Years
03. Blackest Skyline
04. Transcendence
05. Reflections Through Fire
06. Conclusion Of An Age
07. Swallow The World
08. Teras
09. Withered
10. Last Remaining Light
11. Stained Humanity

Sito Web: http://www.myspace.com/sylosis

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