Ancient Wisdom – Recensione: Cometh Doom, Cometh Death

‘Cometh Doom, Cometh Death’ è un disco malvagio. E… uhm, trasversale, sì, è la parola giusta.

Malvagio e oscuro, sotto tutti i punti di vista. Il sound, sporco, sulfureo, marcio. La voce di Marcus Norman, screamer apocalittico e profondamente inquietante. I riff e il songwriting… e qua sfociamo nel discorso “trasversale”. Sarebbe facile, infatti, classificare gli Ancient Wisdom come gruppo doom. I pezzi lunghi, sfiancanti, a metà tra i Black Sabbath e i Dissection più cadenzati. Le chitarre al limite del black. Gli stacchi sinfonici. Tutto questo contribuisce a creare un amalgama cupo e opprimente, un macigno di quasi un’ora che ti lavora ai fianchi (‘Sulphurfields’), si insinua lentamente nella tua testa (la titletrack) e ti stende definitivamente con i 15 minuti dell’angosciante ‘Universal Annihilation’.

Certo ‘Cometh Doom, Cometh Death’ non è un disco violento, veloce, in your face; è piuttosto un lento, costante massacro, costruito su pochi riff, ipnotico e morboso. E per i più pignoli, un’avvertenza: non siamo di fronte a un capolavoro, o a un disco che rivoluzionerà il modo di concepire la musica. Abbiamo piuttosto tra le mani un gran bel lavoro, che riesce là dove molti (troppi) dischi falliscono: trasmettere emozioni.

Chiamatelo doom, chiamatelo death, chiamatelo black sinfonico, chiamatelo come volete, ma fatevi un favore: compratelo.

Voto recensore
8
Etichetta: Avantgarde/Masterpiece

Anno: 2004

Tracklist:

01. Invocation Of The World Destroyers
02. Arphe De A Londoh De Ialpor Salbrox
03. Sulphurfields
04. Cometh Doom, Cometh Death
05. Procreation Denied
06. Retaliation Of The Rebellious
07. A Acroodzi De A Galvah
08. Universal Annihilation


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