Mary Go ‘Round – Recensione: Come Down

Album interessantissimo per quanto sfilacciato, quello dei nostrani Mary Go ‘Round, che dopo le esperienze che li hanno portati da una parte all’altra del globo hanno accumulato abbastanza materiale da fornirci pezzi che sono tutti diversi l’uno dall’altro. Nella sua avventura all’interno di generi e contaminazioni anche molto distnati fra loro, la band dimostra ottima personalità. La produzione non proprio ineccepibile e una capacità compositiva non sempre all’altezza – giustificata peraltro dalla vastità degli orizzonti musicali in cui i Mary Go ‘Round si muovono – rendono meno efficace questo ‘Come Down’, che comunque rappresenta qualcosa di molto originale, apprezzabile soprattutto rispetto all’asfittica scena italiana di questo "genere". Perchè di genere si può ancora parlare, in un certo senso, se per alfieri dello stesso si intendono i folli Jane’s Addiction, forse la creatura più vicina a questa band, che non a caso li cita come principale influenza. Non ci sono né Perry Farrell né Dave Navarro, a livello di incisività devono essere fatti molti passi prima di poter avvicinarsi alle loro stilettate, eppure i richiami sono già innegabili. E ovviamente questo non può che essere un complimento.

Il suono asettico di ‘Keep Trying’ non è esattamente il modo migliore per entrare, anche emozionalmente, nell’album, ma è efficacemente cancellato dalle tastiere sognanti che introducono la folle ‘Let’s Fuck’, con il cantante Ritual che, specialmente quando il ritmo rallenta, va alla ricerca del fantasma di Farrell. Dopo il singolo ‘Techno Party’ è la volta dell’alternative di ‘New World’, che mescola un efficace uso di parti rappate a rallentamenti ipnotici in odore di psichedelia. Dopo l’anonima ‘SM Song’ funziona l’autoironia commiserativa di ‘Lonely Boy’. Bene anche la cantilenante ‘The City’, mentre con ‘Ohm Can’t You See’ i Mary Go ‘Round sembrano quasi voler proporre una rilettura pop dell’opera dei Jane’s Addiction, salvo poi lanciarsi in un chorus dove Ritual canta: "This Rock’N’Roll Will Never Die"… C’è ancora spazio per le melodie sognanti di ‘Mary Go ‘Round’ (la canzone) e ‘Come Down’, che chiudono in low key un album decisamente personale e per buona parte giocato su livelli ottimi.

Voto recensore
8
Etichetta: OBE Records/Venus

Anno: 2006

Tracklist: 01. Asshole
02. Keep Trying
03. Let's Fuck
04. Techno Party
05. New World
06. SM Song
07. Lonely Boy
08. Richardo
09. The City
10. I'm Sorry
11. Ohm Can't You See
12. Tritono
13. Mary Go 'Round
14. Come Down

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login