Coenen Marcel – Recensione: Color Journey

Sentire per la prima volta i primi minuti del nuovo disco solista di Marcel Coenen, chitarrista dei Sun Caged nonché autore prolifico anche in proprio, fa suscitare un moto di rabbia: oh, no, un altro clone di Malmsteen! Credevamo che si fossero estinti, e invece eccone di nuovo un altro…E invece, per fortuna, bastano pochi minuti per cambiare completamente opinione. Questo disco, destinato naturalmente a grandi amanti della tecnica strumentale, racchiude al suo interno una tale varietà di stili da far pensare che sia il frutto di un connubio di menti diversissime fra loro, in cui si riconoscono, effettivamente, alcune influenze derivanti da nomi un po’ più conosciuti del panorama chitarristico mondiale, da cui però Coenen si distacca creando uno stile molteplice, che rasenta quasi la schizofrenia. Dopo un inizio abbastanza piatto e in sordina con brani come ‘Waiting’ e ‘Abstract Imput’, fortemente influenzati dallo stile dell’heavy metal del Nord Europa, ci si aspetterebbe un disco tranquillo, fatto di molte tastiere, alcune parti ben cantante, buoni assoli, cambi di tempo: la solita minestra insomma. Ma poi arriva ‘Traumatised To Be Born’, e l’ascoltatore precipita nel mondo del death metal più brutale, con una voce growl, una campionata e una femminile (a cui spettano gli intermezzi melodici) che si intrecciano a lungo in modo rabbioso a riff violenti e ad una sezione ritmica indiavolata. Come ci è finito qui dentro un pezzo del genere? E che cos’ha da spartire con la successiva ‘Skill Factor’, un gradevole brano strumentale che strizza l’occhio al migliore Pat Metheny e a tutta la fusion degli ultimi anni? La triade delle stranezze si completa in ‘That Moment’, un pezzo romantico con voce femminile, in piena linea con certi brani della tradizione hard rock, adattissimo a diventare un hit da radio commerciale. Schizofrenia in musica, per farla breve. La parte conclusiva del disco sfiora di nuovo una serie di generi di tutti i tipi, orientandosi soprattutto sul prog cerebrale di ‘The Shrink’, il rock grezzo alla Black Label Society e un ritorno all’heavy metal classico, un po’ veloce, un po’ lento e romantico, dei brani conclusivi.

Insomma, Marcel Coenen non si è proprio risparmiato. Ha dato voce a una gamma davvero vasta di suoni e di stili senza eccedere in nessuno di esso, concedendo giusti spazi e soprattutto assicurando sorprese ad ogni minuto di ascolto. È davvero sorprendente trovare un musicista così versatile e pieno di idee, e per questo motivo va raccomandato l’ascolto.

Voto recensore
7
Etichetta: Lion Music / Frontiers

Anno: 2006

Tracklist:

01. Waiting
02. Abstract Impact
03. Patrol Saint
04. La Bella Mira
05. Traumatized To Be Born
06. Skill Factor
07. That Moment
08. The Shrink
09. V(erbal) D(efense) M(echanism)
10. New Race
11. Still Bleeding


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