Paradox – Recensione: Collision Course

Dalle nebbie del passato riemergono i Paradox, già autori di due album tra il 1987 e il 1989. Riassestata la formazione con l’innesto della funambolica sezione ritmica formata dai fratelli Oliver e Alex Holzwarth (ex Sieges Even, nonché collaboratori di star come Blind Guardian e Angra), il quartetto teutonico torna con ‘Collision Course’ a produrre power-thrash tecnico e potente, memore dei fasti della Bay Area. Ascoltando il malinconico intro acustico ‘Decade Of Sorrow’ e la seguente title track, l’accostamento con i Metallica del periodo ‘Master Of Puppets’ è immediato: tempesta di chitarre stoppate, clima di incalzante pericolo, voce arrabbiata e severa alla ‘Hetfield prima della conversione hard-rock’, stacchi ragionati senza far calare la pressione. Nessuna esitazione. Foga controllata e sfruttata per erigere mura di distorta enfasi drammatica, ecco cosa ci si può aspettare dai ‘nuovi’ Paradox in quantità non modica. La capacità strumentale è innegabile, tre canzoni (‘Collision Course’, la tensione melodico-ritmica di ‘Saviour’e l’assalto sfrenato di ‘Shattered Illusions’) colgono nel segno e l’album nel suo complesso offre onesto intrattenimento (e pure una cover di ‘Dynamite’ degli Scorpions come bonus). Per thrasher in crisi d’astinenza.

Voto recensore
6
Etichetta: Afm / Audioglobe

Anno: 2000

Tracklist: Tracklist: Decade Of Sorrow / Collision Course / Rearrange The Past / Path Of Denial / Saviour / Blamed For Nothing / Prostitution Of Society / Shattered Illusions / Sadness / Overshadowed / Dynamite

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login