Collateral Damage – Recensione: Collateral Damage

L’heavy anni 80 è morto? Nossignori!

Ecco a voi i Collateral Damage che, dopo diversi EP, si lanciano nella giungla della musica col primo album omonimo, con un sound che sembra strappato dalle chitarre dei cari vecchi Metal Church. La Voce di Matt è perfetta per il genere, passa da toni graffianti ad acuti notevoli, mentre la chitarra di Izzy morde (come disse qualcuno). La sessione puramente ritmica non è da meno, Steve al basso si fa sentire con prepotenza e Slam alla batteria picchia duro sulle pelli. Finalmente ecco una valida novità nel mondo dell’heavy metal, fin dalla prima track si capisce che i nostri amici di Viterbo non scherzano, l’effetto collaterale è proprio quello di essere trasportati indietro nel tempo ed atterrare nei fantastici anni ’80 la culla del metal. Un ottimo lavoro e molto vario, che spazia dai riff crudi di “Labyrinth Of Death”, per passare alla melodica “Light in the Dark Side” (dove Matt dà il meglio di sé), senza dimenticarci della tecnica espressa in “Fall of Black Bird”. Spero che questi ragazzi riescano a farsi un nome ed in fretta, perché di musica così ne abbiamo un disperato bisogno!

Voto recensore
7
Etichetta: Andromeda Distribuzioni

Anno: 2010

Tracklist:

01. The Sin Flower

02. Labyrinth Of Death

03. Collateral Damage

04. Drunk In Bloody Rain

05. Night Holyday

06. Fall Of Black Bird

07. Light In The Dark Side

08. Man Of Brain


Sito Web: http://www.myspace.com/collateraldamageheavymetal

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