Red Harvest – Recensione: Cold Dark Matter

Presumibilmente custodi di segreti terribili, i Red Harvest tornano a stordire e terrorizzare con 40 minuti di siderurgia votata alla conoscenza di un futuro alienato e confuso, dai toni freddi e distanti. Impotenza e voglia di rivoluzione si inseguono e scornano da dietro un monitor, mentre onde di chitarre aliene si contaminano con furia black e feroci spunti elettronici: in alcuni momenti il disco sembra fermarsi esattamente a metà fra Voivod e Neurosis (l’opener ‘Omnipotent’) e rimanere sospeso nel vuoto. Per alcuni versi siamo distanti dalla comune concezione di industrial, siamo in modalità descrittiva, forse cinica, ma profondamente umana, pervasa dallo stupore di vedere un mondo di carne sgretolarsi sotto morse di silicio. ‘Cold Dark Matter’ ha un incedere fisico ma spettrale, con slanci violenti e aperture sinistre, ed è piuttosto lontano dalla magnifica cyber-psichedelia che fu il punto forte del precedente capolavoro ‘Hybreed’. Nessun problema, se i risultati sono di questa portata.

Voto recensore
7
Etichetta: Nocturnal Art / Audioglobe

Anno: 2000

Tracklist: Omnipotet
Last Call
Absolut Dunkel:heit
Cold Dark Matter
Junk-o-rama
Fix, Hammer, Fix
The Itching Skull
Death In Cyborg Era
Move Or Be Moved

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login