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Arcadia – Recensione: Cold Cold Bodies

Potenti, abrasivi, diretti. I vercellesi Arcadia tornano sul mercato discografico a poco più di due anni di distanza da “Fracture Concrete”, un disco che risentiva di influenze in chiave techno/post thrash vicine a Fear Factory, Pantera e Meshuggah. Un percorso dal quale la band si distanzia in parte con questo “Cold Cold Bodies”, un album nettamente più lineare ed aggressivo inseribile nel calderone metal-core, un genere che forse inizia a macinare troppi cliché, ma talvolta foriero di alcune sorprese.

Il sound messo in luce da “Cold Cold Bodies” fa propria una pesantezza esecutiva che si sublima nei tappeti di riff di Demetrio, granitici, ma altrettanto dinamici e in grado di assicurare un certa versatilità alle composizioni. Una direzione seguita anche dalla sezione ritmica di Edoardo (batteria) e Amedeo (basso), di una solidità che non eccede in raffinatezze e dalla voce di Michele Nocentini, carica di rabbia e di altrettanta interpretazione. Un punto a favore per il gruppo è poi l’utilizzo dell’idioma italiano in alcune parti dell’album, in special modo a sottolineare gli stacchi melodici o parentesi ricercate e con un senso di drammaticità.

Il risultato finale è un lavoro di ottimo mestiere, forse non brillante dal punto di vista dell’originalità ma sopra alla media se paragonato alle uscite di settore, in forza di una violenza esecutiva che non tralascia comunque la ricerca sonora. Bravi Arcadia.

Voto recensore
6
Etichetta: Valery Records / Frontiers

Anno: 2007

Tracklist:

01.0.066
02.She’s Got A Knife
03.Kissing Cyanide
04.Coagulated And Almost Forgotten
05.Ravens And Doves
06.Oxygen And A Very Good Pill
07.It Corrodes The Stars
08.Cadavers Under Formalin
09.Love Ia Dead
10.Ephe_Dream
11.Burn The Witches
12.Where Somehow It’s Always December
13.Of Rust, Needles And A Taste Of Blood


andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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