Soen – Recensione: Cognitive

Soen. Supergruppo alternative metal composto dal virtuoso del basso Steve DiGiorgio (Sadus, Death, Testament, Vintersorg, ecc), l’ex Opeth Martin Lopez alla batteria e Joel Ekelöf e Kim Platbarzdis, rispettivamente voce e chitarra.

Sulla carta il loro debutto “Cognitive” nasce quindi sotto tutti i buoni auspici possibili, artisticamente parlando, giustificando alte aspettative in termini di resa. La realtà dei fatti è invece ben più interlocutoria e insoddisfacente, perché bastano davvero pochi minuti d’ascolto, per comprendere che i quattro musicisti coinvolti si sono dedicati a qualcosa che va pericolosamente vicino al plagio dei Tool.

Già, perché non c’è brano, fra questi dieci, che non citi per filo e per segno il sound del gruppo americano. Il riciclo pedissequo di temi e strutture così personali e identificabili, come quelle stranote di “Lateralus” e “10,000 Days” suona davvero imbarazzante, tanto più se operato da musicisti di questa caratura.

Intendiamoci, a livello di sound e performance “Cognitive” è un album ricco di qualità, ma non è possibile prescindere dall’origine di queste idee, che portano inciso a fuoco il marchio di Keenan e soci. E così tutto appare un tentativo di emulazione (s)forzato, che poco o nulla ha della grandezza del modello di partenza.

“Fraccions” come “Schism”, “Oscillations” come “Jambi”, “Ideate” come “Reflection”, e via di questo passo, per un lavoro di scopiazzatura che non si ferma neanche davanti all’aspetto grafico, con un artwork in perfetto stile Alex Grey, che non fa che rafforzare la sgradevole sensazione di posticcia imitazione, a questo punto purtroppo assumibile come vera essenza del progetto in questione.

Si salvano solo le notevoli prestazioni strumentali di Lopez e DiGiorgio, ma la loro perizia e fantasia esecutiva non rappresentano di per se una novità. Tallone d’achille dei Soen, in quanto formazione, è soprattutto il vocalist, Joel Ekelöf, che, come i suoi colleghi, tenta di inseguire la chimera chiamata Tool (in questo caso Maynard), con risultati monotoni se non addirittura goffi, per l’inefficacia nel costruire atmosfera, pathos e profondità, a causa di linee melodiche e interpretative piatte e sempre uguali a se stesse.

Resta insoluta la curiosità per le motivazioni che hanno spinto i validi musicisti coinvolti verso una simile, discutibilissima direzione. Personalità zero, delusione tanta.
Flop.

Voto recensore
5
Etichetta: Spinefarm Records

Anno: 2012

Tracklist:

01. Fraktal
02. Fraccions
03. Delenda
04. Last Light
05. Oscillation
06. Canvas
07. Ideate
08. Purpose
09. Slithering
10. Savia


Sito Web: http://www.myspace.com/soenmusic

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