Clutch – Recensione: Psychic Warfare

Il nuovo album dei Clutch è un perfetto concentrato di “ignoranza” hard rock: cattivo, maleducato, grasso e potente. In poco più di 30 minuti la band del Maryland riesce a rovesciare addosso agli ascoltatori tutta l’energia di cui è capace, mettendo sul piatto una manciata di canzoni ispirate e (cosa da non sottovalutare) estremamente coinvolgenti. Un disco leggermente diverso rispetto al precedente e “Earth Rocker”, più diretto e conciso: perfetto quindi per essere riproposto dal vivo per intero.

“A Quick Death In Texas”, “Your Love Is Incarceration” e la battagliera title-track sono tra le canzoni più belle e convincenti di un disco che pur non inventando niente di nuovo (dobbiamo essere onesti perché la “materia” hard rock non necessita di grandi stravolgimenti….solo di un paio di palle cubiche) piace in ogni caso. Da segnalare anche “Our Lord Of Electric Light”: canzone da colonna sonora per un ideale western ambientato negli anni 2000, tra cowboy digitali e giocatori di poker polli pronti per essere spennati da un vecchio e luciferino asso dei quattro semi. Fenomenale il tour de force di “Sons Of Virginia”: conclusione perfetta in bilico tra country, illusioni lisergiche ed una infinita route 66 da percorre con i Clutch come ideale sottofondo.

Un album potente e convincente, registrato tra il Texas ed il natio Maryland per una band in un autentico momento di grazia creativa. Una conferma che serve in un panorama di rocker un po’ imbolsiti, persi tra prediche di quart’ordine e dischi perfetti per esser utilizzati come sottobicchieri dal giocatore di poker incallito, ormai lasciato in mutande da dei tipacci loschi e dal ghigno luciferino. Un po’ come i Clutch.

Voto recensore
8
Etichetta: Weathermarker Music

Anno: 2015

Tracklist:

01. The Affidavit
02. X-Ray Visions
03. Firebirds
04. A Quick Death In Texas
05. Sucker For The Witch
06. Your Love Is Incarceration
07. Doom Saloon
08. Our Lady Of Electric Light
09. Noble Savage Clutch
10. Behold The Colossus
11. Decapitation Blues
12. Son Of Virginia


Sito Web: www.pro-rock.com

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista extraordinaire in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “persona seria” per una agenzia di stampa, scavezzacollo munito di penna per i sodali del Club Alpino Italiano ed “untore” black-metal in radio. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 18 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Ah sì, anche “cantante” in una band metal-qualcosa. Non ci facciamo mancare niente insomma. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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