Markonee – Recensione: Club Of Broken Hearts

Tre album con tre cantanti diversi, a dimostrazione di una storia in perenne divenire e al tempo stesso, sotto altri aspetti, di una sentita fedeltà alle proprie origini. La vita artistica dei Markonee si può sintetizzare in questo modo, con un amore per l’hard rock melodico e tutti i suoi risvolti che si esprimono in modo sempre diverso ad ogni uscita discografica. E non si può certo dire che questo quintetto non si sia tolto qualche piccola soddisfazione in oltre dieci anni di carriera, con la partecipazione al NAMM di Los Angeles, un tour inglese di supporto ai Winger e l’a volte ingrato compito di avere fatto da opening act a una serie di gruppi, più o meno reduci degli anni ’80, transitati per l’Italia. Adesso si volta nuovamente pagina, e dietro il microfono troviamo l’ugola impertinente di Alessio Trapella, cantante veneto con alle spalle studi di conservatorio (ecco spiegati gli strumenti classici che accompagnano “Never Ever Loved Me”) e un grande amore per il genere.

La prima impressione è che i Markonee abbiano realizzato il loro disco più arrabbiato di sempre. In realtà questo è vero fino a un certo punto perché, sebbene siano quasi del tutto assenti le ballad vere e proprie (fa eccezione, oltre al pezzo già citato, “Shaken ‘n’ Stirred” con il suo accompagnamento di chitarra acustica), i brani sono impregnati di una buona amalgama fra ironia, vitalità e positività. È vero che nei testi l’espressione “broken heart” ricorre costantemente, ma questo alone di malinconia si stempera per la maggior parte in una serie di riff tremendamente orecchiabili, nei ruggiti di Trapella dietro il microfono e nell’utilizzo sapiente di ritmica e cori. Trova finalmente una sua giusta collocazione “Native European”, che i Markonee eseguono dal vivo da anni, mentre “J.E.S.U.S.”, brano di media velocità con un’introduzione corale che sembra un inno da cheerleader, è una chiusura assolutamente geniale. Altri brani da tenere in grande considerazione sono la title track, perfetto esempio del connubio fra riff accattivante e musicalità della melodia, “Angel, She Kept Me Alive”, veloce inno alla vita e all’amore, e “Rock City”, che celebra la  città di Bologna ma potrebbe adattarsi ad ogni città di origine, nella quale fa una piccola apparizione anche Michele Luppi. Molti di questi brani potrebbero diventare nell’immediato una colonna sonora per l’estate imminente, consolidandosi poi sulla lunga distanza; acquisto imprescindibile, insomma.

Voto recensore
8
Etichetta: New Venture Music

Anno: 2013

Tracklist:

01. Native European

02. I Say No

03. Club of Broken Hearts

04. Piper Sniper

05. Never Ever Loved Me

06. Snake Charmed

07. Angel, She Kept Me Alive

08. Big Blue Iceberg

09. RockCity

10. Shaken 'n' Stirred

11. It's 25, Beth

12. J.E.S.U.S.


Sito Web: www.markonee.com

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