Rush – Recensione: Clockwork Angels Tour

I secondi artisti canadesi più amati al mondo (dietro solo a Neil Young, secondo un sondaggio di Rolling Stone) immortalano il tour del loro nuovo album “Clockwork Angels” (uscito l’anno scorso) in un triplo cd live, prendendo tre diverse setlist dai concerti di Dallas, Phoenix e San Antonio.

Se, dunque, il primo ed il terzo disco contengono classici della band da praticamente ogni epoca (forse privilegiando lievemente di più gli anni ’80), nel secondo CD i Rush riprendono quasi in toto (con l’esclusione di soli 2 brani) l’ultimo “Clockwork Angels”, arricchendolo di accompagnamenti orchestrali grazie all’aggiunta di un “ottetto” (o doppio quartetto, se vogliamo) d’archi.

Soluzione sicuramente interessante, l’aggiunta del “Clockwork Angels String Ensamble”, ma anche un po’ controproducente, perché, ad esempio, “YYZ” non regge il confronto con nessuna precedente versione, né in studio né, tantomeno, live, della stessa. Forse, questo l’unico neo visto che la versione col “Clockwork Angels String Ensamble”, in questo caso, rallenta di molto l’esecuzione e non lascia camminare il pezzo che, effettivamente, risulta un po’ frenato.

Discorso diverso, invece, per pezzi come la tostissima e incalzante “Headlong Fight”, “The Anarchist”, “Caravan” e la splendidamente dolce “The Garden”, dal secondo disco o “Red Sector A” e “Dreamline” dal terzo, che emergono anche in questa veste “accompagnata”.

Dopo aver trovato questo piccolissimo, minuscolo, pelo nell’uovo ed avendo analizzato l’uscita nella sua totalità, possiamo benissimo affermare che anche questo live del trio canadese risulta un’ ulteriore conferma alla classe, alla generosità, alla perizia tecnica e (perché no?) all’ autoironia di Lee, Lifeson e Peart.

I tre non si fermano mai e, ormai da tanti anni, cambiano scenografia assecondando i concept grafici dei vari album (per questo tour, ad esempio, il tema è: oggetti del passato riletti in chiave postmoderna, quasi steampunk), aggiungendo spettacolarità ed effetti ad uno show a 360°, sempre ineccepibile da qualsiasi punto di vista lo si consideri.

Certo, il prodotto in questione è pur sempre un live, come se ne trovano già tanti nel catalogo dei Rush, ma, comunque, questo (come qualsiasi altro loro live) ha quella marcia in più e delle chicche neanche tanto nascoste (su tutte “Limelight”, eseguita durante il souncheck) che, già da sole, basterebbero a giustificarne l’acquisto. In più, se ci aggiungiamo tutte le immortali composizioni qui contenute (dalla sempre splendida “2112”, passando per “The Spirit Of Radio”, “Tom Sawyer”, “The Big Money” e così via…), direi che non vale neanche più la pena di parlarne, ma solo di correre ad ascoltarlo.

Voto recensore
8
Etichetta: Roadrunner Records

Anno: 2013

Tracklist:

Cd 1

01. Subdivisions

02. The Big Money

03. Force Ten

04. Grand Designs

05. The Body Electric

06. Territories

07. The Analog Kid

08. Bravado

09. Where’s My Thing/Here It Is! (Drum Solo)

10. Far Cry

 

Cd 2

01. Caravan

02. Clockwork Angels

03. The Anarchist

04. Carnies

05. The Wreckers

06. Headlong Fight/Drumbastica (Drum Solo)

07. Peke’s Repose (Guitar Solo)/Halo Effect

08. Seven Cities Of Gold

09. Wish Them Well

10. The Garden

 

Cd 3

01. Dreamline

02. The Percussor (I) Binary Love Theme (II) Steambanger’s Ball (Drum Solo)

03. Red Sector A

04. YYZ

05. The Spirit Of Radio

06. Tom Sawyer

07. 2112

08. Limelight (Bonus Track – Soundcheck Recording)

09. Middletown Dreams (Bonus Track)

10. The Pass (Bonus Track)

11. Manhattan Project (Bonus Track)


Sito Web: http://www.rush.com/

2 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. Alberto Capettini

    Jojo, la versione Blu-ray è da avere…

    Reply

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