Wrathchild America – Recensione: Climbing The Walls

Periodo di particolare attività nel campo delle ristampe. Buona cosa, vista la lunga serie di album di valore che per anni non hanno potuto trovare la loro collocazione nei cataloghi di vendita internazionali. Un bel esempio di gradito ritorno è questo album di debutto dei Wrathchild America, prefazione non trascurabile di quel salto di qualità straordinario che sarebbe stato il lodatissimo “3-D”. Se quel lavoro mostrava tutte le possibilità di evoluzione del genere, questo debutto si concentrava maggiormente sul power-speed tradizionale senza ottenere lo stesso risultato destabilizzante. Si tratta comunque di un album estremamente pulito e ben suonato che non sfigura nel panorama generale del momento, anche grazie ad una manciata di song mai troppo aggressive che bilanciavano con equilibrio il suono più quadrato del thrash con le melodie, a volte anche epiche, del power-speed. Prendete ad esempio un brano come “Hell’s Gates”, ascoltato oggi mostra con ancora maggior chiarezza da dove hanno pescato gruppi come Trivium e Avenged Sevenfold: il riff è thrash, il coro epic, l’assolo da virtuoso. Basta come riferimento? Nel disco non mancano però anche accenni all’hard rock girati in chiave sonora più aggressiva come “No Deposit, No Return”, un brano saltellante e melodico che dal vivo deve essere stato un vero spasso. Basso a manetta, molto maideniano, invece per l’incipit di “Hernia”, un brano strumentale che miscela ancora una volta il metal classico con le sonorità più speed che sia ascoltavano negli Stati Uniti in quegli anni. Melodica e oscura è “London After Midnight”, ennesimo brano diverso per una band che sembra non volere mai ripetere due volte lo stesso concetto. Il finale dell’album è più vicino al metal classico con brani meno immediati e nel complesso meno riusciti, ma su tutto sorprende la cover di “Time” dei Pink Floyd, sia perché la resa è affascinante in questa veste un po’ più hard, sia perché all’epoca si trattava di una scelta anomala per una band ascrivibile al movimento metal. Una varietà che non era indecisione, ma desiderio di ricercare e che infatti diede i suoi frutti migliori nel secondo album. A quando una ristampa?

Etichetta: Wounded Bird / Atlantic (Original label)

Anno: 1989

Tracklist: 01. Climbin' The Walls
02. Hell's Gates
03. No Deposit, No Return
04. Hernia
05. London After Midnight
06. Candy From A Madman
07. Silent Darkness (Smothered Life)
08. Time (Pink Floyd Cover)
09. Day Of The Thunder
Sito Web: http://profile.myspace.com/index.cfm?fuseaction=user.viewprofile&friendid=34920676

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