City Of Thieves – Recensione: Beast Reality

Avete presente tutte quelle band, soprattutto americane, ma non solo, che nella seconda metà degli anni ottanta prendevano spunto dal sound degli AC/DC per usarlo come energico sfondo a canzoni che poi riuscivano ad incorporare le influenze più disparate? Ecco, i City Of Thieves sono esattamente quel tipo di gruppo. Nella loro musica c’è ben riconoscibile quell’approccio al riff e alla battuta ritmica mutuato dalla band di Angus Young, ma non si possono comunque liquidare come un clone o quasi (come accade invece ad esempio per i veramente troppo osannati Airbourne). Il loro sound si arricchisce infatti di elementi che vanno dal classic rock britannico (vengono in mente alcune cose dei Thunder o dei Little Angels), ma anche di altre influenze che arrivano dal sound tipicamente Made in America; Il tutto amabilmente calibrato allo scopo di creare una tracklist scorrevole e divertente che vi permetterò di passare una mezz’ora abbondante a battere il piedino senza pensare a nulla di stressante.

Non per questo mi sento però di dire che “Beast Reality” sia un lavoro di prima categoria, perché obiettivamente canzoni come la groovy “Reality Bites” o la scattante “Buzzed Up City” sono si riuscite, ma si basano su di una struttura talmente semplice ed una formula tanto collaudata che davvero non richiedono un grande sforzo di concetto e nemmeno una qualità musicale troppo sopra la media.

Un discorso che più o meno si può ripetere per l’intero disco, visto che stiamo parlando di dodici brani che stanno nell’intorno dei tre minuti di durata l’uno e che più o meno sfruttano gli standard dell’hard tradizionale, sicuramente con buon mestiere e una certa qualità, ma senza metterci quel qualcosa in più che davvero servirebbe a farci preferire “Beast Reality” a tante altre uscite. In ogni caso si può parlare di un buon debutto, che agli amanti di certe sonorità farà indubbiamente piacere ascoltare. Per il salto di qualità li aspettiamo alla seconda prova.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Frontiers Records

Anno: 2018

Tracklist: 01. Reality Bites 02. Fuel And Alcohol 03. Buzzed Up City 04. Lay Me To Waste 05. Control 06. Incinerator 07. Animal 08. Right To Silence 09. Born To Be Great 10. Damage 11. Give It Away 12. Something Of Nothing

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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