Cirith Gorgor – Recensione: Sovereign

Fin dalla loro formazione, il gruppo olandese Cirith Gorgor è specializzato in fabbricare Black Metal ambizioso, possente e basato su giri armonici mai semplici, non sempre immediatamente memorabili. Avendo cambiato suono ed immagine praticamente ad ogni nuovo album, hanno una storia un po’ complessa, che li distingue da altri simili cloni. I loro primi album erano più semplici, lenti e anche abbastanza ripetitivi, ma dal 2004, con Fleshtorm Apocalypse, il gruppo cominciò ancora di più la loro proposta, basata sull’aggressione sostenuta e controllata tipica dei Dark Funeral e la sofisticatezza di Emperor e Satyricon, pubblicando album più complessi e musicali di quelli precedenti.

Come si può capire ascoltando “Sovereign”, il loro settimo album uscito quest’anno, sembra che dopo l’album celebratore della marcia tedesca in Russia “Der Untergang… / Победа!!!” il gruppo stia un po’ andato allo sbando. Se “Exalted Visions of Lucifer”, con la sua copertina psichedelica e le melodie confuse e caotiche sembrava una brutta copia dei Watain, quest’ultimo segna un altro cambiamento a favore di ritmiche serrate, marziali e riff più statici con accordature in Do# che favoriscono l’immediatezza degli Endstille e degli Enthroned a sfavore delle tendenze epiche dei loro album migliori. La produzione è ottima, asciutta e pulita quanto basta da rendere comprensibili tutti gli strumenti e con il tipico suono tribale dello snare che, da “De Mysteriis dom Sathanas”, ha convinto più di un gruppo a cercare di ottenere lo stesso suono. Il songwriting è lineare ma poco scontato, con la title track che sembra un pezzo dei Misery Index (magari dell’ultimo album) rivisitato per l’occasione. Alcuni pezzi (“Luciferian Deathsquad”, “Blood and Iron”) partono subito con blast-beat a profusione, altri (“Deathcult”, “Legio Luporum”) favoriscono introduzioni climatiche più lente con un progressivo crescendo favorito dalla batteria. Le continue armonie in Do# minore e le ritmiche più lente di “Manifestation of Evil” rendono la canzone il momento più coinvolgente del disco.

C’è un leggero retrogusto di monotonia che aleggia in tutte le tracce, ma non si può certo dire che i Cirith Gorgor non abbiano cambiato di una virgola il loro sound dalla loro formazione. “Sovereign” è più indicato da chi vuole un Black Metal squadrato, oscuro, poco cerebrale e molto intuitivo, piuttosto che chi cerca un ascolto più stravagante e coinvolgente come il loro disco omonimo. Sarà interessante  fin dove si spingerà il gruppo nei prossimi dischi… sperando che ne abbiano ancora voglia.

Voto recensore
7
Etichetta: Hammerheart Records

Anno: 2019

Tracklist: 01. Funeral March for Modern Man 02. Hellbound 03. Sovereign 04. Luciferian Deathsquad 05. Deathcult 06. Legio Luporum 07. Dominion 08. Manifestation of Evil 09. Blood and Iron

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