Circus Nebula – Recensione: Circus Nebula

I Circus Nebula sono nati a Forlì nel lontano 1988 grazie ai tre fondatori Alex Gelli (chitarra, anche ex Buttered Bacon Biscuits), Marco Bonavita (voce) e Bobby Joker (batteria); dopo vari assestamenti nella formazione, qualche demo e numerosi concerti, dopo ben 29 anni, grazie all’etichetta veronese Andromeda Relix, la band il primo full length all’insegna di un hard rock’n’roll ecclettico e variegato, denso di varie influenze ed atmosfere, che vanno dallo shock rock di gente come Alice Cooper, a soluzioni sabbathiane, un suono a tratti semplice e diretto, debitore dei Motorhead, ma anche influenzato da un certo prog oscuro ed eccessivo che si origina in nomi quali Atomic Rooster o Crazy World of Arthur Brown per finire coi i Big Elf.
Troppa carne al fuoco? Ad ascoltare il CD decisamente no, visto che tutto questo viene mirabilmente amalgamato e reso credibile dalla band romagnola. L’apertura di “Sex Garden” è trascinata da un riff potente, e la successiva “Ectoplasm” inizia con un giro motorhediano su cui si innesta una linea vocale che può ricordare certi Kiss. “Here Came The Medicine Man” guarda ai Black Sabbath, e “Rollin Thunder (Raw’n’Roll)” è un autentico manifesto sonoro: un giro di grezzo r’n’r, un ritornello avvincente, un sound grosso e diretto. L’atmosfera cambia con “Vacum Dreamer”, una ballata con suggestioni non distanti dal David Bowie dell’era Ziggy Stardust, mentre la title track “Welcome to the Circus Nebula” si struttura come un dark – prog con un Hammond alla Vincent Crane ed un ritornello che potrebbe essere stato scritto da Alice Cooper. Se “2 Loud 4 the Crowd” ha le pulsioni elettriche della N.W.O.B.H.M. la successiva lunga “Electric Twilight”, ad una prima parte tirata fa seguire una linea vocale da glam rock anni ’70. “Head Down” e “Mr. Pennywise” sono dei r’n’r trascinanti ed immediati. Chiude il disco la potente ed articolata “Spleen”, già presente su un precedente demo.
In conclusione, questo debut album dei Circus Nebula si può definire un interessantissimo e riuscitissimo crogiuolo di influenze anche molto diverse fra loro, che la band riesce ad armonizzare benissimo, creando un proprio sound di grande intensità e coinvolgimento, con una personalità non comune, proponendo un hard rock classico e al tempo stesso fuori dagli schemi. E di questi tempi non è decisamente da poco.

Voto recensore
7
Etichetta: Andromeda Relix

Anno: 2017

Tracklist: 01. Hypnos (Intro)

02. Sex Garden

03. Ectoplasm

04. Here Came the Medicine Man

05. Rollin’ Thunder (Raw’n’Roll)

06. Vacuum Dreamer

07. Welcome To The Circus Nebula

08. 2 Loud 4 the Crowd

09. Electric Twilight

10. Head-Down

11. Mr. Pennywise

12. Spleen (Remastered)
Sito Web: https://www.facebook.com/CircusNebula/

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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