Circus Maximus – Recensione: Havoc

Forti di un successo sempre crescente in Europa i Circus Maximus applicano una leggera ma intelligente modifica al proprio sound: via infatti gli inutili orpelli che rendevano album buoni come “Isolate” e “Nine” eccessivamente pomposi e forzatamente intricati per far emergere una forma canzone solo apparentemente scarna e pulita, che comunque è sempre stato un punto forte del loro songwriting. “Havoc” è il risultato di tutto ciò e sinceramente non mi sarei aspettato un livello qualitativo così alto.

“The Weight” condensa già tutto quanto appena affermato ed inoltre il pezzo è condito da uno splendido assolo di Mats Haugen, vero protagonista dell’album; “Havoc” pur essendo chiaramente riconducibile alla discografia dei norvegesi è diverso! Meno power prog e decisamente più melodico… ma le melodie sono ottimamente congegnate e mai banali con la tecnica condensata nelle variazioni ritmiche e nei solos.

La voce cristallina di Michael Eriksen guida fiera i propri compagni anche se continuo a ritenerla un po’ impersonale benché potente; lo si evince soprattutto dalla title track che ha un taglio moderno addirittura in direzione di un hard rock stradaiolo. “Pages” è il vero esempio della svolta dei Circus Maximus in virtù di un prog alternativo decisamente a fuoco (ed è riduttivo). “After The Fire” e “Remember” ricordano i Muse in versione prog metal… esperimento già provato dai Dream Theater qualche anno addietro ma riteniamo che in questo caso il risultato sia nettamente più consono all’economia dell’album.

Non dobbiamo dimenticare una citazione doverosa per la spinta propulsiva di Truls Haugen e i contrappunti tastieristici di Lasse Finbråten che fungono da collante per una tracklist che non presenta alcun cedimento oggettivo.

Inaspettatamente ci troviamo quindi al cospetto di uno dei lavori più interessanti sentiti in questo 2016 per una band che è riuscita a scrollarsi di dosso qualche eccesso di troppo snellendo una proposta ora davvero encomiabile.

Circus Maximus - Havoc

Voto recensore
8,5
Etichetta: Frontiers Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. The Weight 02. Highest Bitter 03. Havoc 04. Pages 05. Flames 06. Loved Ones 07. After The Fire 08. Remember 09. Chivalry
Sito Web: https://www.facebook.com/circusmaximusband/

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

3 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. Giulio B

    Prima di tutto sottolineo il fatto che i Circus Maximus non suonano il mio genere preferito. Premesso ciò, mi sono buttato dentro a questo “Havoc” per un motivo abbastanza banale: ascoltare nuovamente Michael Eriksen che ho apprezzato ed apprezzo nel capolavoro melodic rock dal nome “THE MAGNIFICENT” (a tal proposito, impossibile trovare una copia originale e domanda: non uscirà mai un sequel?)
    Detto ciò, “Havoc” suona moderno, elaborato, prog, in maniera sapiente ma con sfaccettature melodiche; adoro la power ballad “Loved Ones”, l altra canzone più soft ossia “Flames” e, dopo qualche ascolto, mi è entrato in circolo anche il singolo “The Weight”.

    Reply
  2. Alessio

    Caro Alberto, ti invito a leggere la mia recensione su HAVOC, spero condividerai qualche mio pensiero questa volta: metalblood.org

    Buona giornata

    Reply

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