Leverage – Recensione: Circus Colossus

I Leverage battono il ferro finché è caldo. E a ragione. Esplosa nel 2008 grazie alla pubblicazione contemporanea dei primi due dischi (il primo in ristampa) da parte di Frontiers, la band finlandese non si crogiola nel successo, ma si concentra su questo “Circus Colossus”, terza fatica sulla lunga distanza. Il nuovo lavoro non perde il marchio di fabbrica-Leverage, ovvero cori class metal ad ampio respiro, uniti a riferimenti all’hard rock settantiano, ma si spinge maggiormente verso i territori del power metal sinfonico. L’opener “Wolf And The Moon” sembra uscita direttamente da un disco dei Kamelot, solenne nell’incedere e raffinata negli arrangiamenti, ma con il riffone alla Rainbow di “Worldbeater” si ritorna al passato. Sempre perfetta la voce di Pekka Heino, che brilla in refrain dal grande gusto melodico (“Legions Of The Invisibile” tra le altre), che colpiscono fin dal primo ascolto, mentre non mancano passaggi di tastiera che non possono non ricordare gli Europe dei tempi che furono. Il rischio per i Leverage è di uniformarsi al filone power metal tanto in voga dalle loro parti, perdendo quel frizzante calore degli esordi, per lasciare spazio a glaciali influenze neoclassiche e sinfoniche. Ma per il momento la formula magica funziona ancora a dovere.

Voto recensore
7
Etichetta: Spinefarm / Universal

Anno: 2009

Tracklist:
01. Rise (intro)
02. Wolf And The Moon
03. Movie Gods
04. Worldbeater
05. Rider Of Storm
06. Legions Of Invisible
07. Revelation
08. Don’t Keep Me Waiting
09. Prisoners
10. Broken Wings

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