Buried Inside – Recensione: Chronoclast

Il sottotitolo parla chiaro: ‘Selected Essays On Time-Reckoning And Auto-Cannibalism’. Che appare molto altisonante. Basta far girare il cd (molto meglio il vinile) per capire cosa c’è sotto. Ottawa -Ontario, Canada- è da sempre la culla dell’underground per band punk e hardcore che durano pochi anni, se non mesi, che danno origine a qualcosa che è sempre altro. La storia di Buried Inside non è diversa. Ragazzi delle scuole superiori che militano in band punk e hardcore -sciolte dopo pochi mesi di attività- che un giorno decidono di mettersi a fare metal, sul serio. Ci riescono alla perfezione, dopo anni di tentativi. Lasciando -per ora- da parte il fatto che sono incazzati neri e brutali, nelle ritmiche e nei suoni, si scopre che il talento di questi giovani musicisti è notevole, e la rivoluzione, seppur minima, passa da violoncelli, organi e violini. E che il produttore -e ingegnere del suono- sia Matt Bayles (Mastodon, Isis, Botch, Burnt By The Sun e altri mostri sacri della nuova scena metal, oltre i Pearl Jam) ne aumenta notevolmente il valore artistico. Dicevamo a proposito della rabbiosità del disco… Una furia sonora di chitarre superdistorte e passaggi velocissimi che fungono da supporto perfetto per linee vocali tipicamente hardcore, creando un amalgama fortemente metallico dalle linee tese e dagli spigoli acuminati e contundenti. Un disco che fa male, ma è ormai arcinoto, il dolore ci piace da matti. Ancora più affascinante il fatto che gli autori abbiano deciso di rendere l’opera come un unico concept album sul tempo, esprimendo differenti vie di concezione temporale, come ‘Time As Revolution’ -la bella traccia in chiusura- o ‘Time As Surrogate Religion’, dalle evoluzioni musicali dissonanti e quasi malevole. L’istinto suggerisce di togliere il disco dal lettore già alla fine della prima traccia, ‘Time As Ideology’. Il consiglio è di lasciarlo nel lettore fino al consumo totale. Ci vuole… tempo!

Voto recensore
8
Etichetta: Relapse / Self

Anno: 2005

Tracklist:

01 Introduction

02 Time As Ideology

03 Time As Methodology

04 Time As Surrogate Religion

05 Time As Imperialism

06 Reintroduction

07 Time As Abjection

08 Time As Automation

09 Time As Commodity

10 Time As Resistance


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