Christian Mistress – Recensione: To Your Death

Nel 2015, quando si pensa al metal americano vengono in mente band dalla connotazione “core”, i cui membri paiono modelli di cataloghi di moda alternativi oppure i carrozzoni da revival anni ’80 che, con qualche chilo di più è il trucco slavato, cercano di ricalcare l’epoca d’oro.

Nell’underground ci sono invece realtà che, anche in modo anacronistico, prendono la direzione opposta. I Christian Mistress giunti al loro terzo lavoro ne sono un esempio: attingono dai riff della NWOBHM, il suono ruvido dei ’70 e una vocalist che poco ha da spartire con le starlette del metal attuale.

Le nove tracce che compongono “To Your Death” sono un piccolo viaggio a ritroso che fa del suono vintage il suo punto di forza. Nove tracce piacevoli: nella parte iniziale dell’album, senza raggiungere picchi compositivi, vengono richiamati in causa i Diamond Head in “Stronger Than Blood” e le armonie chitarristiche alla Thin Lizzy si adagiano sul corposo basso di Jonny Wulf come dimostra “Walkin’ Around”. Ma è dopo il singolo “Open Road”, dalle melodie trascinanti e i richiami motorheadiani, che i Christian Mistress danno il meglio di se. In “Ultimate Freedom”, il brano più lungo del lotto, la magia funziona: la voce passionale di Christine Davis viene spezzata da una serie di assoli e stacchi chitarristici dove Oscar Sparbel e Tim Diedrich tengono le redini del brano. Si fa ancora un passo avanti, e indietro cronologicamente, con “Lone Wild” in cui Christine ricorda Grace Slick dei Jefferson Airplane dando quel valore aggiunto che inizialmente mancava.

Un disco in ascesa, come ci auguriamo sarà la carriera di questa band di Washington.

Voto recensore
7
Etichetta: Relapse Record

Anno: 2015

Tracklist:

1.Neon
2.Stronger Than Blood
3.Eclipse
4.Walkin' Around
5.Open Road
6.Ultimate Freedom
7.Lone Wild
8.III


Sito Web: http://christianmistress.blogspot.it/

Roberto Banfi

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Punk n roller con ispirazioni gotiche e tracce persistenti di untrue heavy metal, tra Billy Holiday e gli Einsturzende Neubauten sono incappato casualmente negli Iron Maiden. Sogno una collaborazione tra Varg Vikernes e Paolo Brosio. Citazione preferita: ""Il mio dio è più forte"" (Conan il barbaro).

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  1. The Griphoner

    Recensione perfetta.
    Scoprì per puro caso i CM ma mi piacquero da subito.
    La cosa ottimale è ascoltarli col suono proveniente da un vinile. Sembra di ascoltare i dischi di almeno 35 anni fa.
    Sicuro come la morte, non hanno un sound innovativo, alternativo, nu metal, trascendente o tecnicistico.
    Questo gruppo è fresco e moderni proprio perché fa semplicemente ciò che sa fare al massimo del meglio: heavy metal.
    Buono, sano e vero come lo si faceva allora.
    Dico la verità, ascoltarli mi ha riportato alla mente quando tanto tempo fa inserito i CD nel lettore per sentire Maiden e compagnia cantante.
    Ascoltavo il suono del metal e te lo stampati nella mente indelebilmente.

    Ecco, i CM non saranno quelli che “hanno creato” un nuovo genere di heavy metal ma basta un solo loro album sui tre fatti per farti riappacificare con un genere, quello più amato da tutti, che credo abbia perso la sua strada decenni or sono.

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