Chris Caffery – Recensione: Your Heaven Is Real

Chris Caffery deve avere una doppia personalità. Leggi i suoi post su Facebook, specie quelli dell’ultimo anno, tutti pieni di un entusiasmo quasi infantile in vista di quel concerto di Savatage e Trans –Siberian Orchestra che è stato un momento leggendario, e ti fai l’idea che il biondo chitarrista sia un personaggio tenero e affettuoso quasi come l’elefantino di peluche che si porta dietro ovunque e che compare in tantissime sue foto (prendiamola con filosofia: almeno Caffery non è un maniaco dei selfie…). Poi ascolti i suoi album da solista e ti chiedi come sia possibile che, uno dopo l’altro, continui a realizzare dischi che non sono proprio un granché e che sembrano composti da qualcuno in perenne crisi esistenziale.

Your Heaven Is Real” ne è ancora una volta la conferma: osservi la copertina del disco, ti immagini un album riflessivo e delicato, dalle tinte pastello e ti ritrovi a muso duro contro una serie di brani lunghi a volte in modo quasi esasperante (c’è anche qualche finale qua e là, ad esempio nella title track), incentrati su un heavy metal moderno, angosciato e turbolento. È come se Chris Caffery mettesse ogni volta in un angolo la sua anima più sinfonica e desse libero sfogo a una legione di demoni che se ne vanno in giro per la loro ora d’aria. Il fan medio dei Savatage poi, probabilmente, cercherà delle tracce di richiami alla band nei brani di Caffery, restandone abbastanza deluso.

È vero che l’inizio della title track somiglia un po’ a quello di “He Carves His Stone”, che “Death By Design” sembra un po’ un outtake di “The Wake Of Magellan” e che “Why” inizia in un modo che ricorda l’incipit di “Morphine Child” e ha una serie di intrecci corali simili a quelli che caratterizzarono l’ultimo periodo di produttività dei Savatage, ma le somiglianze non si spingono molto oltre. Quasi tutti i pezzi si orientano verso un heavy metal robusto e sono suonati in modo impeccabile ma a volte un po’ troppo prolisso; diciamo pure che se due terzi dei brani fossero stati dimezzati nella loro durata, tutto l’album ne avrebbe beneficiato. Fa eccezione la già citata “Why”, che più che essere un pezzo musicale è un urlo angoscioso e disperato intervallato da emozionanti assoli di chitarra, ma proprio in questo sta la sua forza. Aspetti interessanti ce ne sono, per trovarli però bisogna superare una serie di zone paludose, e la produzione non è d’aiuto; sperando sempre che i Savatage escano definitivamente dalla naftalina, “Your Heaven Is Real” non è il viatico ideale per superare l’attesa.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Metalville

Anno: 2015

Tracklist:

01. Your Heaven Is Real
02. Arm And A Leg
03. Just Fine
04. Why
05. Damned If You Do, Dead If You Don't
06. Hot Wheelz
07. I Never Knew
08. Sick And Tired
09. Death By Design
10. 2-26-15
11. Too Soon To Be Too Late
12. Over And Over
13. Come Home


Sito Web: https://www.facebook.com/ChrisCafferyMusic?fref=ts

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ha organizzato il viaggio di nozze in funzione dei concerti che c'erano allo Z7 di Pratteln. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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