Gulu Locus – Recensione: Chocol-Hate

Tachycardic Noise Terrorism. Nasce e si sviluppa da queste tre parole il sound che dà vita al lavoro in studio (debut) dei toscani Gulu Locus. Tracce apparentemente senza una forma ben precisa, all’inizio, ma che alla lunga prendono vita nella testa di chi ascolta attentamente. Stop-and-go fenomenali, dissonanze magnetiche, ritmiche al cardiopalmo fanno di “Chocol-Hate” un lavoro che affonda le radici nei più moderni brutal/death metal ma che allo stesso tempo cerca di mantenere le distanze dallo “stato dell’arte” del classico metal estremo avvicinandosi più ad una possibile definizione di figlio ribelle del brutal death. Linee tese in “Control?”, che si fondano su una ritmica potentissima e a volte altalenante, se si seguono i giri delle sei corde infrangere il muro sonoro di basso/batteria. In questo i Gulu Locus sembrano essere molto forti, la sezione ritmica, appunto: precisa, metodica e scattante, non ci sono pause di riflessione, tutto si sussegue a livelli forsennati…estenuante! L’ottimo growling attaccato all’improvviso da uno screaming violentissimo ricorda molto da vicino le celebri linee vocali del Brutal Truth style, scuola del thrash brutale estremo degli anni ’90. Nel frattempo intermezzi di chitarre ‘stoner’ (ove e per quanto possibile) si inseriscono in contesti nei quali la sezione ritmica definisce e mette in chiaro ancora una volta la direzione della band. Soprattutto, per quanto concerne l’idea di musica estrema per i nostri, va precisato che non esistono testi, a loro non serve altro, oltre la musica stessa, per esprimere ciò che hanno in mente…ma questo non significa che la voce non sia importante. Escursioni nel mondo della sperimentazione con slabbrate dissonanze su lente e potenti ritmiche, cadenzate, affiorano in “L.A.S.T. (Mary Quant)”, dimostrando quanto i suoni siano ricercati e importanti e come siano inseriti alla perfezione nell’insieme sonoro. In “Lesson 1: Disturbing” e “Lesson 2: You Are Dead” c’è in comune la capacità di portare i neuroni alla frenesia cerebrale, disturbo => morte. Purtroppo per chi cerca una definizione possibile utile ad identificare la band potrebbe rimanere deluso, non ci sono infatti termini di paragone tanto semplici da tirare in campo, l’esperienza musicale dei Gulu Locus va oltre il semplice brutal death metal e ci viene confermato in pieno dalla closing-track. “Happy Noise Days” a tutti.

Voto recensore
7
Etichetta: Nocturnal Music

Anno: 2002

Tracklist: Chocol-Hate / I Belong To Extinction / T.N.T. / Control? / L.A.S.T. (Mary Quant) / Lesson 1: Disturbing / Hurricane / Lesson 2: You Are Dead / Happy Noise Days

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