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Children Of Bodom – Recensione: Hatebreeder

Dopo lo straordinario debutto “Something Wild” targato 1997, nel giro di appena due anni i Children Of Bodom si ripetono alla grandissima con l’altrettanto eccellente “Hatebreeder”, secondo formidabile capitolo nella carriera del quintetto finnico. L’album se la gioca alla pari del suo predecessore come miglior disco della band, sia nei cuori dei fan che nelle opinioni della critica; un fatto è in ogni caso certo a proposito dei bambini di Bodom di quel periodo: ai tempi i nostri erano un’inarrestabile macchina da guerra.

Chi già era rimasto impressionato dal devastante attacco del primo disco, dopo aver ascoltato le quattro tracce iniziali del presente platter rimase forse ancor più a bocca aperta: parliamo infatti di canzoni perfette, un equilibratissimo connubio di potenza e melodia. “Warheart” e “Silent Night, Bodom Night” sono due pezzi terremotanti, autentiche mazzate attraversate però da una linea melodica invincibile e in cui un ritmo trascinante ben si sposa con grandiosi refrain. La title track è quindi una cavalcata travolgente, mentre la sinuosa “Bed Of Razors” ci illude con la sua seducente intro di tastiera, per poi rivelarsi il consueto brano feroce e maligno, ma comunque accessibilissimo.

La qualità non cala minimamente con la successiva “Towards Dead End”, ennesimo ottimo esempio di come aggressività e melodia possano andare a braccetto in perfetta sintonia. Un mix che la band ripropone battendo il ferro finché è caldo anche con la martellante “Black Widow” e la frenetica “Wrath Within”. C’è infine spazio pure per l’autocelebrativa “Children Of Bodom”, canzone molto immediata e dall’attitudine puramente heavy metal, e per l’elegante “Downfall”, pezzo in cui le suggestive tastiere di Janne Wirman si prendono la scena.

Hatebreeder” è l’album che consacra definitivamente i Children Of Bodom come star assolute del firmamento metal. Al di là dello strepitoso successo ottenuto all’epoca, a vent’anni di distanza possiamo dire senza dubbio alcuno che la fama che i cinque finlandesi si guadagnarono era più che meritata: i primi due capitoli della loro discografia sono ormai considerati classici e la carriera dei nostri, anche se ha attraversato qualche momento di stanca, prosegue tuttora a gonfie vele.

In quello stesso 1999, tra l’altro, il gruppo si dimostrò pure una potenza in sede live, dando alle stampe il validissimo disco dal vivo “Tokyo Warhearts – Live in Japan”, registrazione di un trionfale tour dell’ensemble nel Paese del Sol Levante. Il mito dei bambini del Lago Bodom esplose insomma sul finire degli anni ’90, destinato a durare per chissà quanto tempo ancora a venire.

Etichetta: Spinefarm Records

Anno: 1999

Tracklist: 01. Warheart 02. Silent Night, Bodom Night 03. Hatebreeder 04. Bed Of Razors 05. Towards Dead End 06. Black Widow 07. Wrath Within 08. Children Of Bodom 09. Downfall
Sito Web: http://www.cobhc.com/site/

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