Chez Kane – Recensione: Chez Kane

Già attiva con la sua band Kane’d, la giovane cantante inglese Chez Kane si è avvalsa della collaborazione con Danny Rexon, voce dei Crazy Lixx e desideroso di vestire per una volta le vesti del produttore di un nuovo artista, per intraprendere una seconda avventura, questa volta nei panni della solista. Ed anche se la stessa Kane appare l’unico membro effettivo di questa band, il suo disco d’esordio possiede a tutti gli effetti l’impatto di un prodotto pieno, ben diretto e musicalmente completo. Orientato ad un pop-rock adulto e ripescato da vecchie compilation in cassetta degli anni ottanta, come fosse un album di Irene Cara, Wham! o Bon Jovi, “Chez Kane” ha un suono morbido e materno, avvolgente come il paio di pantaloni aderenti in (probabile) poliestere e spandex che l’artista inglese indossa in copertina. Ci pensano un breve assolo di sax (“All Of It”) oppure un coro ampio ed arioso (“Rocket On The Radio”) a far comprendere come il disco sia stato efficacemente costruito per assecondare con piccole chicche, disseminate qua e là, lo stile della sua grintosa frontwoman, tecnicamente educato ma non privo di qualche bel guizzo quando l’ambizione del brano lo permette (“Get It On” è buona, molto buona, e fa ben sperare).

Trattandosi di un prodotto realizzato per gran parte a quattro mani, non vi sono gli spazi per grandi orchestrazioni, e quello che c’è si distingue per essere soprattutto funzionale e poco invasivo, in perfetto stile nordico: ritmiche e suoni di chitarra sono puro complemento, ed anche dalla batteria non aspettatevi grandi cose, perché questo è un disco da godersi canticchiando (provate a non farvi scomporre almeno un po’ da “Ball N’Chain”, se ci riuscite), e che ci sfuggirebbe come una gatta scocciata se provassimo ad afferrarne la coda, per spulciarne i tecnicismi. “Chez Kane” pare più interessato a divertire con intelligenza, offrendo un prodotto di consumo semplice ma che grazie alla sua chimica – ed alla lunghezza d’onda condivisa dai suoi creatori – non ha alcuna intenzione di scadere nella banalità: nonostante le sue trame non raggiungano mai particolari livelli di complessità, non si ha infatti la sensazione di ascoltare un lavoro realizzato con pochezza di mezzi o economia di idee. La durata di ogni traccia, che supera mediamente i quattro minuti, è una dimostrazione anche misurabile che ogni spunto è illuminato sviluppato, ogni direzione è presa con convinzione e nulla, pur nella sua forma priva di retorica, appare non meritevole di una qualche seppur piccola attenzione. E quando tra i messaggi trasmessi dalla musica vi è anche la convinzione dell’artista, con l’ascoltatore si crea una connessione che rende l’ascolto, come fosse una conversazione o una continua richiesta di riscontro, più attivo ed appagante.

In pace con la sua natura british e retrò, fatta di lacche tastiere e buoni sentimenti, questo debutto riesce sostanzialmente in due intenti: il primo è quello di non fare gridare al miracolo, perché la qualità delle sue composizioni è certo decorosa, ma a volte niente più (“Defender Of The Heart”); il secondo è invece quello di presentare una cantante con una presenza interessante ed uno stile duttile, perfetta per supportare progetti diversi – hard rock incluso (“Midnight Rendezvous”) – come spesso ne nascono sotto il tetto creativo & produttivo di Frontiers. Con il supporto di Rexon, che con abilità sartoriale le ha cucito addosso il vestito perfetto, Chez Kane ha la consapevolezza di trovarsi al posto giusto nel momento giusto, interpretando con una misura che va al di là della sua trentina d’anni un disco onesto, fiero della sua ricercata levità, che è chiaramente nelle sue corde e con il quale sa instaurare una complicità che intriga e conquista. Se siete alla ricerca di queste suggestioni, se ricordate con affetto qualche disco di Lee Aaron, Vixen, Saraya, Chrissy Steele o Lita Ford o se vi manca pensare allo scorrere ipnotico della musica su nastro, potreste ritrovare in queste dieci canzoni un divertimento leggero e rinfrescante al sapore di Cherry Coke.

Etichetta: Frontiers Music

Anno: 2021

Tracklist: 01. Better Than Love 02. All Of It 03. Rocket On The Radio 04. Get It On 05. Too Late For Love 06. Defender Of The Heart 07. Ball N' Chain 08. Midnight Rendezvous 09. Die In The Name Of Love 10. Dead End Street
Sito Web: facebook.com/ChezKaneVocalist

Marco Soprani

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Folgorato in tenera età dalle note ruvide di Rock'n'Roll dei Motorhead (1987), Marco ama fare & imparare: batterista/compositore di incompresa grandezza ed efficace comunicatore, ha venduto case, lavorato in un sindacato, scritto dialoghi per una skill di cucina e preso una laurea. Sfuggente ed allo stesso tempo bisognoso di attenzioni come certi gatti, è un romagnolo-aspirante-scandinavo appassionato di storytelling, efficienza ed interfacce, assai determinato a non decidere mai - nemmeno se privato delle sue collezioni di videogiochi e cuffie HiFi - cosa farà da grande.

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