Agathodaimon – Recensione: Chapter III

Gli Agathodaimon sono stati finora considerati dei semplici gregari all’intero della scena black metal centroeuropea. Il debutto ‘Blacken The Angel’ e soprattutto il successivo ‘Higher Art Of Rebellion’ erano da considerarsi più “prodotti” per un determinato target che vere espressioni artistiche e non si può dire che questo nuovo ‘Chapter III’ fosse un disco atteso né da cui aspettarsi molto. Arriva invece una sorpresa, perché i tedeschi sono maturati molto, hanno variegato in maniera profonda il proprio approccio e –soprattutto- hanno fatto il possibile per togliersi dall’affollata scia di Cradle Of Filth e Dimmu Borgir. Questo terzo capitolo convince dunque appieno grazie a momenti davvero intensi, come le puntate ipercinetiche in territorio dark/post-punk di ‘Departure’ o i rischi presi con il black virato progressivo di ‘Past Shadows’, che riesce a citare di soppiatto addirittura i Paradise Lost del periodo di mezzo. Da ricordare anche il groove moderno di ‘Paradise Beyond’ o l’eco quasi à la Queensryche della prima parte di ‘Sacred Divinity’, che nel finale lambisce lo straziante lamento gotico degli Evereve di ‘Seasons’: molta la carne al fuoco, come appare chiaro! Rimangono ovviamente alcuni passaggi più stereotipati e canonici, ma l’impressione generale è che gli Agathodaimon potrebbero diventare una realtà concretissima del black metal mondiale non solo a livello commerciale ma anche e soprattutto creativo. Ottimo, davvero.

Voto recensore
7
Etichetta: Nuclear Blast / Audioglobe

Anno: 2001

Tracklist:

Tracklist: An Angel’s Funeral / Spirit Soldier / Paradise Beyond / The Ending Of Our Yesterday / Past Shadows / Yesterday’s Reprime / Departure / Sacred Divinità / Burden Of Time


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