Assassin – Recensione: Chaos And Live Shots (Dvd)

Si presenta in una lussuosa confezione digipack con tanto di ricchissimo libretto allegato il primo Dvd dei thrasher tedeschi Assassin, ma mai come in questo caso possiamo dire quanto sia valido il detto “Mai giudicare il libro dalla copertina”. Ora, il prodotto potrebbe anche essere di un certo interesse per i fan della band nell’idea originale, peccato che la qualità assolutamente amatoriale del lavoro renda difficile seguire l’intero svolgimento senza stancarsi.

La maggior parte del filmato si svolge infatti in una stanza dove i musicisti vengono ripresi mentre discutono a briglia sciolta in madre lingua e non ci sono sottotitoli (in inglese) che tengano, seguire discorsi sovrapposti con un minimo di chiarezza è un’impresa. Se poi pensate che la gestione stessa dei sottotitoli è mal fatta, con strisce lunghissime che a volte non si riesce nemmeno a leggere per intero senza ricorrere al fermo immagine ed altre che invece restano visibili per pochi centesimi di secondo, costringendo a fare addirittura un passo indietro per capirci qualcosa… beh, la voglia di lasciare perdere è difficile da contenere.

Anche perché la stessa struttura del documentario è troppo caotica (il che ci fa capire che il titolo è stato probabilmente dato dopo la revisione del prodotto finito) e si miscelano con scarsa logica narrativa eventi minori, immagini tratte da live o tour, racconti di ex-membri e amici della band, manager, discografici, etc. A tratti pare più di assistere ad un di quei filmini amatoriali fatti ad un addio al celibato per farli vedere agli amici che ad un film vero e proprio, ma forse lo scopo era davvero questo. Non ce ne vogliano i simpatici Assassin, ma questo sembra più un prodotto fatto ad uso e consumo di persone prossime alla band che qualcosa volto a far conoscere retroscena e storie di vita vissuta a chi il gruppo lo apprezza solo per le uscite discografiche.

Quindi che dire? L’unica cosa che possiamo recensire è quindi la parte live, qui rappresentata dal secondo dischetto, in cui è accorpato l’intero show di Osaka già “diluito” nel primo dvd che ha sicuramente dalla sua la buona ed energica prova d’insieme del gruppo, anche se forse l’età e gli stravizi costringono ad una certa staticità. Anche qui però non è il massimo invece la “lavorazione”, con si un buon audio, ma con una qualità video di certo non eccezionale, anzi, diciamo piuttosto scadente per un prodotto ufficiale dei nostri giorni.

Paradossalmente i due brevi filmati bootleg inclusi come easter eggs (per raggiungerli dovete spostarvi a destra/alto e sinistra/alto dal menu principale e ritrovarvi a cliccare “invio” quindi sul logo Assassin) sono più accattivanti, visto che almeno lasciano intuire quanto i nostro fossero selvaggi e brutali agli inizi. Non aspettatevi qualità audiovisiva o precisione (l’estratto di Düsseldorf è decisamente scadente, anche per un bootleg), ma per chi gli anni in questione li ha vissuti sarà comunque una bella visione.

Il resto non merita sinceramente una grande attenzione (e soprattutto l’acquisto), forse nemmeno dai fan più sfegatati.

Voto recensore
6
Etichetta: Steamhammer / SPV GmbH

Anno: 2012

Tracklist:

Dvd 1
Chaos And Live Shots - Film
Dvd 2
Live In Osaka 28-03-2010
01. Breaking the Silence
02. AGD
03. Junkfood
04. Abstract War
05. Bushwhacers
06. Pipeline
07. Nemesis
08. Assassin
09. Baka
10. I Like Cola
11. Fight
12. The Last Man
13. Bullet


Sito Web: http://www.assassin-online.de/

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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