Wire – Recensione: Change Becomes Us

Il precedente “Red Barket Tree” (2011) è stato un album discreto ma interlocutorio, forse troppo impostato sulle derive funk wave ma anche pop che hanno interessato la maturazione dei Wire. Un disco brillante soprattutto di competenza, insomma. Ora Colin Newman e soci tornano con una release che recupera in modo sentito le sonorità graffianti del passato e non a caso. Infatti la tracklist di “Change Becomes Us” è ripescata da una serie di brani risalenti al periodo 1979-1980, all’epoca semplicemente abbozzati e oggi ripresi, corretti e incisi. Non dobbiamo però additare la band di stasi compositiva o negligenza, le canzoni che compongono “Change Becomes Us” devono considerarsi a tutti gli effetti nuove e memori del percorso evolutivo che i leoni inglesi hanno attraversato in trentasette anni di musica, tra punk, art rock e l’elettronica degli alter-ego Wir. Il tredicesimo studio album è un disco che dunque reinventa e colloca nel contesto contemporaneo i Wire dei primi anni ’80, senza però incappare in ripetizioni o semplici lavori di rilegatura. L’album scorre nel migliore dei modi e il suo gusto retrò ben incontra la modernità. Ne sono un esempio eloquente “Adore Your Island”, brano dalle tinte garbate e quasi catalogabile nell’ambito dell’elegante pop britannico, ma che presto evolve in una scheggia impazzita sorretta da chitarre distorte e nervose, apparentemente senza controllo. Il basso pulsa nell’ottima “Re-Invent Your Second Wheel”, che si concede anche un passaggio di tastiere fredde e contorte, mentre episodi come “B/W SIlence” e “& Much Besides” risvegliano l’anima dark dell’ensemble. C’è spazio anche per dei momenti schizzati, come “Stealth Of A Stork”, dalla netta cadenza punk e diabolicamente effettata e ancora “Attractive Space”, sorta di rock siderale che si perde in un sound distante e metallico. Se dunque “Red Barket Tree” ci aveva in qualche modo lasciati perplessi, “Change Becomes Us” riconsegna i Wire esattamente come ce li ricordavamo: ottimi compositori con idee in continuo movimento.

Voto recensore
7
Etichetta: Pink Flag

Anno: 2013

Tracklist:

01.  Doubles & Trebles

02.  Keep Exhaling

03.  Adore Your Island

04.  Re-invent Your Second Wheel

05.  Stealth Of A Stork

06.  B/W Silence

07.  Time Lock Fog

08.  Magic Bullet

09.  Eels Sang

10.  Love Bends

11.  As We Go

12.  & Much Besides

13.  Attractive Space


Sito Web: http://www.pinkflag.com/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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