Celtic Frost – Recensione: Morbid Tales

Morbid Tales”, primo album in carriera per i fondamentali Celtic Fost, non possiede ancora né la maturità del successivo “To Mega Therion”, né la debordante forza creativa del capolavoro “Into The Pandemonium”, ma costituisce senza dubbio un disco importantissimo per la nascita e lo sviluppo del black metal. Al di là della sua rilevanza storica, lodiamo tuttora quest’oscuro gioiello per la sua originalità (specie se teniamo conto dell’anno in cui è uscito), la sua cupa grandiosità e la presenza al proprio interno di pezzi thrash/black che col passare del tempo si sono convertiti in autentici classici.

Esistono diverse versioni dell’opera e qui ci occuperemo del remaster del 2017, uscito tra l’altro in una sontuosa edizione in vinile: la release include l’album originale, alcune tracce dell’EP del 1985 “Emperor’s Return” (già presenti in ogni caso nel precedente remaster datato 1999) e quattro bonus track rehearsal di altrettanti brani, tre del disco e uno proveniente addirittura dal periodo degli Hellhammer.

La opener del platter rientra subito nella categoria “classico”, per riprendere il discorso di poco sopra: parliamo  della scheggia “Into The Crypt of Rays” (preceduta dall’agghiacciante intro “Human”), canzone aspra e tagliente interpretata con decisione da un ispirato Tom Warrior. Ci manteniamo sempre su altissimi livelli col malefico terremoto di “Visions Of Mortality” e l’opprimente e sofferta “Dethroned Emperor”; la title track a seguire è quindi un pezzo diabolicamente seducente, ascoltato il quale non potrete trattenervi dal declamare “are you morbid?” insieme al frontman della band.

La seconda parte dell’album è inaugurata da un altro brano capolavoro, “Procreation (Of The Wicked)”, mid-tempo maligno e solenne, ma allo stesso tempo irresistibile come una hit radiofonica nel suo piantarsi in testa fin dal primo ascolto. Seguono la trascinante “Return To The Eve”, l’orrorifica e inquietante strumentale “Danse Macabre” e infine la scatenata “Nocturnal Fear”. Troviamo poi in chiusura le interessanti  registrazioni provenienti dalla sala prove, tra le quali spicca senza dubbio “Messiah”, canzone originariamente contenuta nel terzo demo degli Hellhammer “Satanic Rites”.

Per valutare in maniera lucida e oggettiva “Morbid Tales” bisognerebbe non relazionarlo coi due immensi capolavori che i Celtic Frost hanno sfornato subito dopo, anche se ciò non è certo impresa facile: in questo modo però si darebbe più peso al disco, lo si apprezzerebbe maggiormente e si vedrebbe con chiarezza che il malvagio germe del black metal ha già iniziato a svilupparsi anche tra questi solchi. Aggiungiamo a tutto ciò un’attitudine thrash che ha pochi eguali sommata a un’originalità compositiva che mostra già il proprio enorme potenziale e valorizzeremo senza pregiudizi un capitolo fondamentale per la storia del metal estremo.

Etichetta: Noise Records

Anno: 1984

Tracklist: 01. Human (Intro) 02. Into The Crypts Of Rays 03. Visions Of Mortality 04. Dethroned Emperor 05. Morbid Tales 06. Procreation (Of The Wicked) 07. Return To The Eve 08. Danse Macabre 09. Nocturnal Fear 10. Morbid Tales (1984 Rehearsal) 11. Messiah (1984 Rehearsal) 12. Procreation (Of The Wicked) (1984 Rehearsal) 13. Nocturnal Fear (1984 Rehearsal)
Sito Web: http://www.celticfrost.com

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