Atritas – Recensione: Celestial Decay

Bisogna avvisare la CCP che non è necessario mettere sotto contratto ogni band del pianeta; si perchè dopo i pesantoni Spectral ci rifilano gli Atritas, svizzeroni, black metallers e totalmente succubi del verbo dei Dimmu Borgir. 10 tracce devote al black metal sinfonico/melodico che difficilmente spodesteranno nei vostri cuori neri il posto che (uno a caso) Enthrone Darkness Triumphant ha preso dal lontano ’97. “Celestial Decay” si fa anche ascoltare ma è essenzialmente sterile e senza quell’adeguato songwriting che potrebbe elevare alla sufficienza l’operato della band, da non buttare sotto l’aspetto dell’esecuzione. Qui e li spuntano anche gli Immortal di “At the Heart…” ma non occorre precisare che il nostro immenso Abbath resta li dov’è e potrebbe guardare gli Atritas dall’alto anche con un certo disprezzo. Se avete comprato già tutto lo scibile metallico allora è tempo di “Celestial Decay”, altrimenti aspettate speranzosi la prossima mossa di Shagrath e soci.

Voto recensore
5
Etichetta: CCP Records

Anno: 2009

Tracklist:

01. Ultimate Downfall

02. (Sacrifical) Devil Worship’s Psalmody

03. Gnosis – A Religious Wasteland

04. Memorium Magicus

05. All celestial – Ruins & Ashes

06. Blasphemic Madness

07. Peste Sacrale (Sang Pour la Vie Eternelle)

08. His Presence – Satanic Divinity

09. Schizophrenia in Death

10. Divine Apocalyptic Gloom – Endtime’s Dawn


Sito Web: http://www.myspace.com/atritasbs

tommaso.dainese

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Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

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