Cayne – Recensione: Cayne

Quando un musicista viene a mancare si crea sempre un grande vuoto, soprattutto quando questo musicista è Claudio Leo, chitarrista di ottimo livello e membro fondatore dei Lacuna Coil e dei più recenti Cayne. “Cayne”, oltre a rappresentare uno dei migliori album di questi 2013 da poco iniziato è anche un pezzo di storia, un pezzo di memoria, una sorta di testamento musicale eterno lasciato da Claudio, a cui è impossibile non pensare durante l’ascolto.

Dopo questa breve, ma doverosa, introduzione è giusto entrare più nel vivo dell’articolo ed analizzare “Cayne”, album di tredici tracce che, unendo inediti a brani del precedente ep “Addicted”, dimostra di essere un lavoro completo, passionale, ben curato e per certi aspetti poliedrico. “The Strain (Intro) introduce brevemente il disco che trova ben presto uno sviluppo in “Waiting”. Che i Cayne siano un braccio dei Lacuna Coil è chiaro fin dalle prime note, l’intro iniziale che si accentua sempre di più, gli stacchi di batteria e lo sviluppo sono perfettamente riconoscibili, ma con la differenza che alla voce non troviamo Cristina Scabbia, ma Giordano Adornato. Il brano è coinvolgente, orecchiabile e arricchito da un elemento che sarà un grande protagonista nelle tracce a seguire: il violino. Laddove ci aspetteremmo un assolo di chitarra, i Cayne inseriscono il violino che non fa che arricchire il brano di sfumature e stupire chi ascolta. Saltando una traccia si arriva al singolo di lancio, uno dei pezzi migliori e più emotivi, intitolato “Together As One”; una via di mezzo tra una ballad e un bel singolo rock che coinvolge fin da subito. L’accostamento fra strumenti classici e moderni, il cantato con delle sfumature aspre che si contrappone alla dolcezza della melodia fanno di “Together As One” una vera e propria hit. Come per “Waiting”, anche in questo caso è il violino a dare quel quid in più alla musica, che così facendo non rischia di cadere nel banale. “Addicted” mette in luce il lato più grezzo e aggressivo della band che, avvalendosi di un riff ben distorto e di un basso che fa veramente da protagonista, si contrappone a gran parte della musica ascoltata in precedenza. La voce di Giordano, avvalendosi di qualche effetto, risulta essere complementare con la musica e coinvolgente al punto che è impossibile non canticchiare il motivo base. “My Damnation”, qui presentata in versione più estesa, è un’altra delle traccia sicuramente da annoverare. Per chi, come la sottoscritta, segue la band da diverso tempo non è sicuramente un brano sconosciuto, in quanto su youtube è presente da parecchio il video ufficiale. I cori, il ritornello e il riff in loop rendono, come per i precedenti, il brano di forte presa. La voce, nella sua semplicità così incisiva, trova un intreccio interessante con la base che accompagna dall’inizio alla fine il testo. Degno di nota è l’intermezzo “metalloso” con tanto di growl che, quasi improvvisamente, irrompe, ma senza scomporre, nella melodia. Pur preferendo la versione edit del video, “My Damnation” rimane uno dei pezzi cardini dell’album. Con “Like The Stars” si conclude questo bellissimo stralcio di musica italiana.
“Cayne” è un album completo, profondo, emotivo e destinato a piacere. Tutte le tracce, potenziali hit, hanno ognuna una sfumatura, un particolare, un dettaglio che merita un approfondimento e un ascolto ripetuto. “Cayne” dei Cayne è un album che merita e che sicuramente va da inserire nelle migliori uscite di questo inizio 2013.

Voto recensore
8
Etichetta: Graviton Music Services

Anno: 2013

Tracklist:

01. The Strain (Intro)

02. Waiting

03. Don't Tell Me...

04. Together As One

05. King Of Nothing

06. Little Witch

07. Deliverance

08. Addicted

09. My Damnation

10. Through The Ashes

11. Black Liberation

12. Evidence

13. Like The Stars


Sito Web: www.cayne.it

2 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. Gabriele

    Un lavoro da pelle d’oca, non c’è che dire…

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  2. Christian

    Che dire.. STUPENDO!!!

    Reply

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