Cats In Space – Recensione: Day Trip To Narnia

Band più unica che rara, i britannici Cats In Space sembrano quasi provenire dallo spazio profondo, oppure hanno viaggiato nel tempo e sono giunti a noi, da quei anni 70 colorati e barocchi popolati da entità come Electric Light Orchestra, Queen, Supertramp, 10cc, ed ogni nota prodotta in ben tre dischi dal 2015 ad oggi è un sincero e sentito omaggio a quei suoni ed a quella magia.

Parliamo certamente di musicisti scafati e non certo dei pivellini, come il singer Paul Manzi (anche nei progsters Arena), Greg Hart (Mike Olfield, Asia), Steevi Bacon (Robin Trower), a cui si è aggiunta la carezzevole voce di Mick Wilson, addirittura dagli 10cc, per arricchire ulteriormente la proposta. A queste ambizioni musicali si uniscono tematiche tra il romantico e lo sci fi, in uno spazio stellato popolato da buffi gatti e tanti sogni nel cassetto. Una cult band che piace anche ai musicisti, infatti i Cats In Space sono stati contesi come support act da diversi giganti del rock made in Britain, come Deep Purple (nel loro tour d’addio partito nel 2017), Status Quo e Thunder.

Day Trip in to Narnia è un’ennesima conferma del grande talento di questa curiosa band sospesa nel tempo, non solo un prodotto derivativo, ma un insieme sempre più maturo e ricco di ottime canzoni, grandi melodie, arrangiamenti stratificati e di grande impatto e armonie vocali magistrali. Questo ascoltiamo nei primi sette brani del platter, a partire dalla contagiosa e beatlesiana “Narnia”, seguita dalle dissonanze melodiche di “She Talks So Much”, dai chorus memorabili di “Hologram Man” e “Silver and Gold”, quest’ultima malinconica ed autunnale. “Chasing Diamonds” è una ballad acustica da pelle d’oca, mentre “Tragic Alter Ego” rimanda direttamente ai Queen di “The Game”, con grande lucidità compositiva e parti pianistiche mercuriane. Gli ELO fanno capolino nell’accattivante “Unicorn”, che chiude la prima parte del disco, e fa spazio a “The Story Of Johnny Rocket”, un concept diviso in sette capitoli che parla di un giovane bambino occhialuto che non conosceva confini quando si trattava di seguire i suoi sogni….

“Ho visto il grande gatto nel cielo, voglio andare a trovarlo …” (Johnny – 6¼ anni), con questo incipit la band ci porta in questo strano e meraviglioso mondo, popolato da sogni, amori impossibili e grandi speranze, in una narrazione musicale eterogenea e che ribadisce il loro grande talento, in cui tutto quello che noi dobbiamo fare e chiudere gli occhi, ascoltare e immaginare. Un saliscendi che va dalla ballata orchestrale di “Twilight” al disco/rock kissiano di “Thunder In The Night”, alle movenze notturne di “Yesterday’s News” e si conclude con le note “poppy” di speranza con “Destination Unknown”.

Possiamo solo dunque ribadire che “Day Trip To Narnia” è un Signor album, di altissimo livello, che non raggiunge il voto massimo solo per la mancanza di un paio di canzoni più robuste che avrebbe reso l’ascolto ancora più appassionante. Chiudiamo con un epilogo, che sicuramente non mette la parola fine su questa struggente storia: “Johnny non è andato nello spazio, quindi non ha mai avuto la possibilità di trovare il grande gatto nel cielo, ma ovunque si trovi, puoi essere sicuro che in ogni notte limpida e illuminata dalla luna, sarà fuori a guardare il cielo … nel caso. “

Voto recensore
9
Etichetta: : Harmony Factory Records

Anno: 2019

Tracklist: 1. Narnia 2. She talks too much 3. Hologram man 4. Tragic alter ego 5. Silver and gold 6. Chasing diamonds 7. Unicorn 8. The story of Johnny Rocket I: Space overture 9. The story of Johnny Rocket II: Johnny Rocket 10. The story of Johnny Rocket III: Thunder in the night 11. The story of Johnny Rocket IV: One small step 12. The story of Johnny Rocket V: Twilight 13. The story of Johnny Rocket VI: Yesterday’s news 14. The story of Johnny Rocket VII: Destination unknown
Sito Web: https://www.catsinspace.co.uk/home

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login